Un sabato a Lodi…

Cosa fare durante un sabato pomeriggio di sole dopo aver finito le pulizie a casa e nell’attesa di trovarci con amici per un aperitivo a Milano? Abbiamo scelto di andare a Lodi, unica provincia lombarda che mancava all’appello.

In realtà abbiamo passato solo due ore a Lodi e abbiamo visitato la piazza principale della città racchiusa tra antichi palazzi caratterizzati da porticati e balconi in ferro battuto e che si affacciano sulla Basilica cattedrale della Vergine Assunta (alias il Duomo della città).

Si tratta di una delle chiese più grandi della Lombardia e la sua facciata semplice, asimmetrica e in cotto, sottolinea l’antichità della struttura. La prima pietra infatti è stata posata simbolicamente nel 1158.

 

Anche l’interno è molto semplice, anzi, mi ha lasciata davvero stupita per la sua semplicità. Una pianta basilicale con tre navate separate da archi a tutto sesto e coperte da volte a crociera. L’ultima campata e l’abside sono sopraelevate andando a formare l’antico presbiterio. Davanti ad esso si trova il presbiterio nuovo che ha per altare un sarcofago in marmo di Verona.

Tra i due presbiteri si trova la cripta al cui ingresso è situato un bassorilievo del XII secolo raffigurante l’Ultima Cena. Qui sono conservate le spoglie di San Bassiano, patrono della città.

 

Una volta usciti dal Duomo abbiamo girovagato per la città senza una vera meta finchè non abbiamo incrociato questa anonima facciata che fuori recava il cartello “Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata“.

E’ bastato fare due passi dentro per restare a bocca aperta: si tratta di una chiesa a pianta centrale decorata dal pavimento fino alla cupola. Le sue origini sono legate ad una leggenda: si dice che nel punto dove sorge la chiesa, in contrada Lomellini, si trovava una taverna frequentata da prostitute sul cui muro c’era un affresco trecentesco raffigurante Maria Incoronata e Gesù Bambino. Nel corso del 1478, durante una delle risse quotidiane, l’effige della Madonna iniziò a lacrimare e invitò i presenti a costruire un tempio a lei dedicato.  E così i lavori vennero affidati all’architetto lodigiano Giovanni Battagio, allievo del Bramante.

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Le decorazioni interne sono in oro, accanto al quale sorgono numerosi affreschi, tavole e tele realizzate tra la fine del Quattrocento e gli inizi dell’Ottocento. Non si può far altro che stare con il naso all’aria e ammirare tutti gli infiniti dettagli che rendono questa chiesa uno dei massimi capolavori del Rinascimento lombardo.

Essendo stata una decisione dell’ultimo minuti, non ho avuto il tempo di fare ricerche sulla città e quindi non ho goduto appieno di ciò che Lodi può offrire. La prima impressione è stata quella di una piccola cittadina dove la vita scorre tranquilla tra le strette vie del centro, dove a bellissimi negozi di abbigliamento si alternano case abbandonate, dove tantissime persone passeggiano per strada e si fermano nei numerosi bar a bere un the caldo. Non ho raccolto abbastanza elementi per consigliarvi di visitarla o meno…credo che dovrò ritornarci!

ALESSANDRA

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7 thoughts on “Un sabato a Lodi…

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          1. Ci credi che ce l’ho già? Ho una lista infinita sul cellulare con nomi di borghi, città e attrazioni da visitare in Toscana, Lombardia e Trentino (le regioni che frequento più spesso), ma sembra che le cose da vedere non finiscano mai! Adesso inserisco anche Lodi sotto altre 543653 voci 🙂 È bello così in fondo!

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