Padiglione Italia @La Biennale di Venezia

Tra tutti i padiglioni (probabilmente siamo un po’ di parte), quello dell’Italia ci è parso uno dei più belli.

Biennale d'Arte, Padiglione Italia @Venezia_www.culturefor.com

La scelta di esporre due artisti per “ambiente” è molto interessante: sembrava quasi che si fossero messi d’accordo visto come dialogavano tra loro le opere. Ogni stanza era descritta da un binomio che andava ad indicare l’ambito di lavoro dei due artisti esposti. L’intero progetto prende il nome di “Vice Versa“: un confronto tra uguali e contrari, per riuscire a cogliere le differenze e i tratti comuni del nostro Paese.

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In questo rapporto dialettico […] la cultura italiana trova oggi la sua intima ragion d’essere e produce un’arte dove il paesaggio diviene palcoscenico, la storia performance, l’opera teatro, l’immaginario popolare storia personale.” cit. Bartolomeo Pietromarchi

La sala più bella è la prima, col binomio veduta/luogo e le opere “Viaggio in Italia” di Luigi Ghirri e “per l’eternità” di Luca Vitone.

Biennale d'Arte, Padiglione Italia @Venezia_www.culturefor.com

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Luigi Ghirri ha iniziato questo progetto nel 1984, quando raccolse gli scatti di venti fotografi, realizzati tra il 1973 e il 1984, e li suddivise in dieci capitoli tematici (A perdita d’occhio, Lungomare, Margini, Del Luogo, Capolinea, Centrocittà, Sulla soglia, Nessuno in particolare, Si chiude il tramonto, L’O di Giotto). I fotografi esposti sono: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Giannantonio Battistella, Vincenzo Castella, Andrea Cavazzuti, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Vittore Fossati, Carlo Grazia, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Shelley Hill, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Claude Nori, Umberto Sartorello, Mario Tinelli, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Cuchi White.

Biennale d'Arte, Padiglione Italia @Venezia_www.culturefor.com

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Siamo passate e ripassate da uno scatto all’altro, inebriate anche da un profumo gradevolissimo e che solo in seguito abbiamo scoperto essere essenza di rabarbaro, opera di Vitone erogata da due macchine. E’ un’opera “da respirare”, realizzata insieme al Maestro profumiere Maria Candida Gentile.

Anche la stanza sistema/frammento è molto suggestiva, specialmente per “The Dry Salvages” di Elisabetta Benassi, che ha realizzato circa 10.000 mattoni in argilla che riportano i nomi e i codici dei più grandi detriti spaziali che orbitano intorno alla terra, andando a creare un pavimento dissestato su cui tutti possono camminare.

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Così come Piero Golia con “Untitled (My gold is yours)”, per il binomio tragedia/commedia, che vuole sollecitare nello spettatore una riflessione sul valore economico dell’arte: si tratta, infatti, di un muro sul quale c’è sparso un chilo di oro che il visitatore può prelevare. E’ una “scultura a perdere”, che rovescia un po’ il rapporto che si ha di solito con l’arte, perché invita i visitatori ad entrarci direttamente in contatto.

Come si può notare, più che per la realizzazione, le opere si distinguono per l’idea che le ha generate, per il messaggio che vogliono trasmettere (il discorso che si faceva anche nel caso di Damien Hirst). L’allestimento ci è piaciuto, la scelta curatoriale ancora di più.

INFORMAZIONI

FINO AL 24 NOVEMBRE 2013

da martedì a domenica h. 10 – 18

Sito Web

Articolo Biennale

BIGLIETTI INGRESSO BIENNALE:

BIGLIETTO INTERO: 25 €

BIGLIETTO RIDOTTO: 14 € (le riduzioni sono di diversi tipi e rivolte a target differenti, vi abbiamo riportato quella usata da noi per studenti e under 26)

COME RAGGIUNGERE L’ARSENALE:

4 risposte a "Padiglione Italia @La Biennale di Venezia"

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  1. L’ha ribloggato su scibilandoe ha commentato:
    La sede dei giardini della Biennale, non esagero, per me è il luogo più importante sulla Terra!
    Racchiude tutto il mondo con i padiglioni dei diversi paesi -va beh, non proprio tutti, molti sono dislocati in altre sedi veneziane, però il concetto è quello di rappresentarli. È come un concentrato. E non ci sono guerre, solo si combatte con la bellezza o la verità o il nonsense e spesso anche con la bruttezza, ma sempre con arte. Sono legata in particolare al Padiglione Italia perché ho seguito diversi allestimenti di Gino de Dominicis. Poi, non so perché, forse è l’odore che emana, tutto particolare, misto di colori e tecniche diverse che gli artisti hanno lasciato negli anni.
    Poiché adoro visitare la Biennale nel mese di Settembre e ancora non ho scritto nulla, “ribloggo” con piacere un post di amiche blogger.
    Buone vacanze.

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