La leggenda della Madonna del Tindari

Bentornati a tutti!!! Le vacanze purtroppo sono già finite ma in questi primi giorni di “ritorno alla normalità” ripercorreremo con voi alcune delle tappe più interessanti delle nostre tre settimane di vacanza in attesa di ricominciare a raccontarvi cosa accade nel mondo dell’arte a Milano e dintorni…

Inizierò io, Alessandra: dopo il viaggio negli USA dell’anno scorso, questa estate sono tornata in Sicilia, e precisamente nella provincia di Messina in un piccolo paesino a pochi chilometri da Milazzo. Qui ci sono tante bellezze, tanta storia e tanta cultura e tra questi c’è sicuramente Tindari, un luogo straordinario al quale anche  Salvatore Quasimodo ha dedicato una poesia:

Vento a Tindari

Tindari, mite  ti so
Fra larghi colli pensile sull’acque
Delle isole dolci del dio,
oggi m’assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m’accompagna
s’allontana nell’aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d’ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d’anima.

A te ignota è la terra
Ove ogni giorno affondo
E segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e  gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l’esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d’armonia oggi si muta
in ansia precoce  di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo al buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m’ha cercato.

Il Santuario della Madonna del Tindari si trova a 40 minuti di auto da Milazzo, su un promontorio dei monti Nebrodi che sorge all’interno della Riserva Naturale orientata dei Laghetti di Marinello. Il nome deriva dalla zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d’acqua che si trova sotto il promontorio e la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. Qualche anno fa i laghetti erano molto più visibili e numerosi, mentre ora – dall’alto del promontorio – se ne scorge solo uno.

Tindari_www.culturefor.comSulla sua formazione, sono nate numerose leggende ma la più nota è la seguente:

La mamma di una bambina gravemente malata, si rivolse alla Madonna del Tindari implorando la guarigione della figlia. Ottenuta la grazia la giovane madre si recò al Tindari per ringraziare la Madonna ma, scoprendo che si trattava di una Madonna nera, rimase delusa ed esclamò: “Sono partita da lontano per vedere una più brutta di me”. Detto questo, parte alla ricerca della sua “bella” Madonna Miracolosa. Nel frattempo, la bambina incustodita precipitò dalla cima del colle. La madre allora tornò a pregare la Madonna del Tindari dicendo: ” Se siete voi la miracolosa Vergine che per la prima volta avete salvato mia figlia, salvatela una seconda volta!”. Ed ecco che la madre scoprì che la bambina giocava tranquilla su un piccolo arenile formatosi improvvisamente nel mare sottostante. Un marinaio, notata la bambina, andò a prenderla e la restituì sana e salva alla madre che commossa ringraziò la Madonna esclamando: “Veramente voi siete la Gran Vergine miracolosa.”

Ancora oggi il Santuario dedicato alla Madonna del Tindari, è molto frequentato e ad inizio settembre si svole un importante e suggestiva processione durante la quale migliaia di fedeli si mettono in cammino per raggiungere il Santuario e pregare la Madonna. All’interno del Santuario è situata la statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro: la statua giunse qui in epoca imprecisata. Si suppone che possa essere stata portata qui dall’Oriente nell’VIII-IX secolo.

Nel 1544, l’armata corsara turco-ottomana capitanata dall’ammiraglio Barbarossa ha devastato la chiesa che venne ricostruita in seguito tra il 1552 e il 1598. Oggi, le magnifiche vetrate illuminano la chiesa con sfumature di colore danzanti che donano un’aria mistica e magica alla navata centrale.

Il Santuario è visitabile gratuitamente ogni giorno, eccezion fatta per gli orari delle Messe durante le quali i turisti sono invitati ad uscire per far in modo che i fedeli possano raccogliersi spiritualmente. Si tratta di un posto molto particolare, dove si respira un’atmosfera di pace e tranquillità. Da qui inoltre si gode di una spettacolare vista sul mar Tirreno e su Capo di Milazzo.

Poco più avanti si trova un museo archeologico e un’antica città che affonda le sue radici nel III secolo avanti Cristo…ma di questo, ve ne parlerò nel prossimo articolo!

ALESSANDRA

E voi, quali magnifici posti avete visitato? Come sono andate le vostre vacanze? Siamo curiose di sentire i vostri racconti 🙂

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6 risposte a "La leggenda della Madonna del Tindari"

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