72 ore (o poco più) a Firenze: cosa vedere?

La sindrome di Stendhal è chiamata anche sindrome di Firenze e, dopo aver visitato questa città per la prima volta, posso benissimo capirne il motivo. Ho trascorso a Firenze IMG_4001poco più di 72 ore con l’intento di riempirmi gli occhi di più meraviglie possibili: fedele alleata è stata la FirenzeCard grazie alla quale ho saltato tutte le code dei musei e, facendo i conti a fine vacanza, ho anche risparmiato (72 euro per 72 ore e 72 musei!).

Firenze, o meglio il suo centro storico, ha un’offerta culturale indescrivibile quindi vi consiglio di fare una scelta “ponderata” delle cose da vedere perchè visitare tutto è umanamente impossibile! Ecco quindi il mio (ricchissimo!) itinerario:

GIORNO 1

La giornata è iniziata con la visita al Museo Casa di Dante, un gruppo di case in pietra nei pressi della Torre della Castagna che la tradizione popolare indentifica come la casa del Sommo Poeta. Lo scopo del museo è quello di diffondere la conoscenza della vita e delle opere di Dante; nonostante il nobile intento, la collezione non mi ha entusiasmata ma ripercorrere i corridoi dove lo stesso Dante passò secoli addietro è sicuramente emozionante. Lungo la stessa piccola via inoltre, è situata la cosiddetta Chiesa di Dante e Beatrice dove – racconta la tradizione – Dante sposò la moglie Gemma Donati e incontrò Beatrice Portinari. Purtroppo non sono riuscita ad entrare, ma un amico fiorentino ha raccontato che all’interno ci sono migliaia di bigliettini scritti dagli innamorati e lasciati lì come buon auspicio.

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La seconda tappa è stata il Palazzo dei Priori, che divenne Palazzo della Signoria nel XV secolo, per poi cambiare nome in Palazzo Ducale nel 1540 e finine, nel 1565, assunse il nome con il quale è conosciuto in tutto il mondo: Palazzo Vecchio. A questa visita, e alla salita sulla cima della Torre di Arnolfo, dedicherò un articolo nei prossimi giorni.

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Dopo pranzo è stata la volta del Museo di Galileo, che conserva una delle raccolte più importanti al mondo di strumenti scientifici, provenienti principalmente dalle collezioni dei Medici e dei Lorena. Tra le vetrine, è possibile ammirare anche alcuni strumenti originali appartenuti/creati proprio da Galileo Galilei.

Vi ho parlato QUI in maniera approfondita anche di Palazzo Pitti, la principale meta del pomeriggio, che nei secoli ha visto passare tra le sue sale i Medici, gli Asburgo-Lorena e i Savoia.

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La giornata si è conclusa con una visita al Museo di Salvatore Ferragamo situato nella sede storica dell’azienda, palazzo Spini Feroni. Le sette sale ospitano mostre biennali che espongono a rotazione gli oltre 14.000 modelli conservati nell’archivio del museo. Io ho potuto vedere “1927 – Il Ritorno in Italia”: per celebrare i 90 anni dal ritorno in Italia del “calzolaio” più famoso del mondo, si è scelto di aprire una panoramica sugli Anni Venti italiani tra arte, moda e stili di vita.

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GIORNO 2

Il secondo giorno (domenica) è stato dedicato principalmente alle chiese, delle quali vi parlerò nel dettaglio in un articolo dedicato. La prima tappa è stata la Chiesa S. Salvatore Ognissanti dove si trova il magnifico cenacolo del Ghirlandaio, seguita dalla Basilica di Santa Maria Novella.

Dopodichè è stata la volta della Basilica di San Lorenzo. Da qui si accede anche alla biblioteca Medicea-Laurenziana, con il Vestibolo e la Sala di lettura realizzati su disegno di Michelangelo, e che è possibile visitare grazie alle piccole mostre temporanee allestite all’interno. Nello specifico ho visitato “Voci di donne” che, fino al 29 giugno, espone poesie, trattati, memorie, diari e lettere scritte da donne più o meno famose vissute dal VII secolo aC ai primi decenni del XX secolo.

Una veloce tappa al Museo di Casa Buonarroti, dove vissero i discendenti dell’artista. Qui sono conservati i modelli in cera e bronzo usati dall’artista, così come i disegni da cui si sono poi originate le opere di Michelangelo e alcune sue opere giovanili come il bassorilievo della Madonna della Scala ispirata a Donatello e la Battaglia dei Centauri. Ultima chiesa della giornata è stata la Basilica di Santa Croce.

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Tornando verso l’albergo, ho fatto in tempo a visitare (a cavallo della chiusura) anche il Museo Nazionale del Bargello la cui affascinante architettura esterna, ospita alcuni dei più grandi capolavori scultorei a livello mondiale. Qui infatti si trovano opere di Michelangelo, Donatello, Ghiberti, Cellini, Giambologna, Ammannati.

Infine, prima di tornare in albergo e dopo tanta arte medievale e rinascimentale, sono tornata nel mondo dell’arte moderna e contemporanea con la mostra “Nascita di una nazione” allestitata a Palazzo Strozzi e di cui vi parlerò approfonditamente in nuovo articolo.

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GIORNO 3

Il terzo giorno è stato dedicato ai grandi classici, a cui ho dedicato un articolo speciale con i miei suggerimenti per goderne appieno (lo trovate QUI). La giornata è iniziata alla Galleria degli Uffizi. Beh, che dire? Buona parte della storia dell’arte si trova proprio in queste sale affollate!

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A seguire, alle 12.30, è iniziata la “scalata” alla Cupola del Brunelleschi da cui godere di una vista impareggiabile non solo sulla città ma anche sulla cattedrale di Santa Maria del Fiore. Gli oltre 600 gradini sono uno dei punti panoramici più suggestivi della città (insieme alla famosa Piazza Michelangelo in versione notturna) e, secondo me, è possibile evitare gli altri 400 gradini della Torre di Giotto. Dopo la vista privilegiata dall’alto sull’interno della cattedrale, è stata la volta di alzare nuovamente lo sguardo per vedere i magnifici mosaici dorati del Battistero.

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La giornata (e la vacanza) si è conclusa con la vista alla Galleria dell’Accademia dove, ovviamente, la menzione d’onore va al titanico David di Michelangelo che sono rimasta a fissare e fotografare da ogni angolazione per moltissimo tempo.

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6 risposte a "72 ore (o poco più) a Firenze: cosa vedere?"

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    1. Da non perdere il ghirlandaio! Te lo consiglio 🙂
      Non so cosa ci sarà al museo di Ferragamo quando andrai tu perché la mostra che ho visto finirà il 2 maggio! Il museo è tutto su un piano ma per entrare c’è una scalinata

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  1. Firenze è davvero incantevole e le possibilità che la città offre sono davvero innumerevoli. L’ultima volta che ci sono stato ho visitato la Basilica di San Miniato al Monte e per ristorarmi, dopo l’impervia salita, ho preso anche un gustosissimo sorbetto al limone prodotto direttamente dai Frati 🙂
    Complimenti per l’interessantissimo articolo!

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