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Qualche domenica fa ho visitato Piacenza con un’amica e sono rimasta piacevolmente colpita: si tratta di una piccola città che spesso viene “snobbata” a causa della vicinanza con Milano e Parma, molto più appealing per i turisti italiani e stranieri. La prima cosa che ho pensato nei primi minuti in cui passeggiavo per la città è stata: “Ma siamo sicuri che non sia questa la cosiddetta Città delle chiese, invece che Lucca?” Già, perchè ad ogni angolo sorge una chiesa dallo stile sempre diverso da quella vista precedentemente…

Piacenza è soprannominata la Primogenita poichè, nel 1848, è stata la prima città italiana a votare con un plebiscito l’annessione al Regno di Sardegna. Ma prima di entrare a far parte di questo regno, è stata dominata da diverse famiglie importanti: i Visconti, i Francesi, lo Stato Pontificio, nel 1545 divenne capitale del Ducato di Parma e Piacenza sotto i Farnese, poi è passata sotto il ducato di Milano per ritornare ai Farnese nel 1556. Tra il 1732 e il 1859 era assoggettata al dominio borbonico per poi passare sotto il potere di Maria Luigia D’Austria.

Dopo aver parcheggiato vicino a Palazzo Farnese (dove abbiamo fatto una splendida visita guidata nel pomeriggio e di cui vi parlerò nel prossimo articolo), abbiamo deciso di dedicare la mattinata alla visita di un po’ di chiese della città. Ci siamo dirette subito verso la chiesa di San Sisto, una basilica rinascimentale sede di un prezioso coro ligneo risalente al 1514 ed elogiata da tutti per la sua bellezza. Purtroppo era in corso una Messa…anzi, ogni volta che siamo tornate c’era una Messa e quindi non siamo riuscite a vederla all’interno.

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Stessa cosa è successa in altre chiese, come quella di San Francesco realizzata in stile gotico lombardo e che al suo interno sono conservati degli affreschi del XV e XVI secolo.

 

La chiesa si trova in Piazza Cavalli, dove sorge il Palazzo Comunale (detto Il Gotico) e che venne edificato nel 1281 per volere del reggente ghibellino Alberto Scoto. Il nome della piazza deriva dalla presenza di due statue equestri poste ai lati della piazza e che sono diventati simbolo della città…

Abbiamo poi proseguito la visita e ci siamo letteralmente appostate fuori dalla Cattedrale della città in attesa della fine della Messa per poterla vedere: purtroppo la parte sinistra della facciata era nascosta dalle impalcature per dei lavori, ma l’interno mi ha davvero stupito. Il pavimento con righe orizzontali bianche e nere si estende nelle tre navate divise da venticinque massicci pilastri cilindrici e dona all’insieme un grande senso di profondità. Osservando con attenzione i pilastri si notano delle formelle (7) che rappresentano le corporazioni di mestiere che hanno costruito alcuni di essi.

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Inoltre dovete immaginarvi una chiesa molto colorata: nel passato le colonne erano tutte affrescate come si può vedere su una colonna a destra che reca ancora la maggior parte dei disegni che abbellivano l’intera struttura. Gli affreschi sono stati realizzati tra il XIV e il XVI secolo da Camillo Procaccini e da Ludovico Carracci.

All’interno della chiesa c’è anche una cripta (purtroppo chiusa!) composta da 62 colonne isolate e 46 incastonate nelle pareti, tutte con capitelli diversi.

La seconda chiesa che siamo riuscite a vedere è la Basilica di Sant’Antonino che fin da subito ci ha stupito perchè l’ingresso laterale dal transetto è decisamente più bello di quello della facciata, che risulta troppo imponente e austera. Facendo qualche ricerca ho scoperto che l’ingresso del transetto laterale si chiama Porta del Paradiso ed è stato realizzato nel 1350 dall’architetto Pietro Vago: a sinistra c’è Eva, mentre a destra Adamo. La basilica conserva le spoglie di Sant’Antonino, patrono della città.

La chiesa ha una pianta a croce latina rovesciata e si narra che risale al 388 la traslazione del corpo di Sant’Antonino in questa sede.

Curiosità: sapevate che sono tantissimi i personaggi italiani noti che sono legati a questa città? Ad esempio lo stilista Giorgio Armani, il regista Marco Bellocchio, il fisico premio Nobel Enrico Fermi, l’attrice Isabella Ferrari, Papa Gregorio X, i fratelli e calciatori Filippo e Simone Inzaghi, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini…

Piacenza è una città davvero ricca di storia, arte e cultura e potrebbe essere popolata da migliaia di turisti ogni giorno: il problema sono gli orari delle visite ai punti di interesse. Dalle 12.30 alle 15/15.30 circa è TUTTO chiuso! Visitando la città di domenica ad esempio è impossibile vedere più di due chiese poiché finita una messa ne inizia subito un’altra oppure la chiesa viene chiusa. Lo stesso vale per i musei e i palazzi che fanno una luuuunga pausa pranzo costringendo i turisti a ridurre drasticamente le loro visite. Insomma, la città non riesce a sfruttare il suo incredibile potenziale ed è un vero peccato…

ALESSANDRA

COME RAGGIUNGERLA:

9 thoughts on “Alla scoperta di Piacenza

  1. Piacenza è una bellissima cittadina ricca di tutto: anche di un’ottima cucina con piatti caratteristici ai quali i piacentini non rinunciano mai! Quando accompagnavo mio padre da un suo importante cliente, l’orario stabilito era sempre sul far del mezzodì, a pranzo. Gli affari, dopo.
    Coppa, anolini, stracotto d’asino… : gnammete 😛
    Bacio
    Sid

    Liked by 1 persona

  2. Pingback: Palazzo Farnese @Piacenza | Culture For

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