Palazzo Farnese @Piacenza

Sono passate due settimane dalla mia visita a Piacenza (QUI troverete la prima parte del racconto) e il ricordo più vivido che ho è stata la splendida visita guidata a Palazzo Farnese. Già, perchè ogni domenica – ad orari prestabiliti che vi ho indicato alla fine dell’articolo – c’è una guida che gratuitamente vi farà scoprire la storia e le meraviglie nascoste in questo straordinario palazzo.

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I lavori per la costruzione del palazzo iniziarono nel 1558 quando Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V di Spagna, è andata in sposa ad Ottavio Farnese, secondo duca di Parma e Piacenza. La novella duchessa infatti, abituata agli sfarzi della corte spagnola, ha fortemente voluto un palazzo all’altezza del suo rango e che non sfigurasse con le altre corti italiane ed europee.

Palazzo Farnese però non è mai stato completato: quello che vediamo oggi infatti è solo un’ala del progetto iniziale, risultato troppo ambizioso per le casse del piccolo ducato. Pensate che avrebbe dovuto essere più grande dell’attuale Reggia di Caserta con dei giardini immensi che avrebbero dovuto estendersi fino al confine con il Ducato di Milano!

Tra i diversi architetti che ci lavorarono viene ricordato soprattutto Jacopo Barozzi, detto “il Vignola”, che ha preso in mano il progetto nel 1589. La duchessa e il duca qui ci hanno realmente vissuto ma, a partire dal 1731, quando morì l’ultimo duca dei Farnese, il palazzo entrò in una fase di lunga decadenza fino agli Sessanta del secolo scorso quando associazioni ed Enti piacentini si impegnarono nel recupero di questo importante pezzo di storia.

E così, al suo interno, ora è possibile visitare la Pinacoteca, la mostra dei Fasti Farnesiani, il Museo Risorgimentale, la sezione medievale, le collezioni di Armi antiche e carrozze, la raccolta di affreschi, sculture, epigrafi, maioliche e vetri, e l’Archivio di Stato. Insomma, in una sola ala del Palazzo sono conservate così tante testimonianze artistiche e storiche da far impallidire tanti altri grandi musei.

Ecco perchè è stato importante avere una guida che, in un’ora e mezza, ci ha accompagnate tra le decine di sale mostrandoci i pezzi più importanti dei tesori qui conservati.

Nella prima parte, nel cosiddetto Appartamento alla cantonata, abitato prima dal duca farnese e poi lasciato all’Auditore, sono raccolti degli esempi di sculture, epigrafi e stemmi romanici, appartenenti alla Scuola di Piacenza (che avrete già sentito nominare insieme allo scultore Wiligelmo).

La Pinacoteca invece, situata al primo piano, nell’Appartamento della Duchessa, espone opere provenienti dall’Emilia, dal Veneto, dalla provincia di Cremona e da Genova e che sono state realizzate tra il XVI e il XVIII secolo.

Il pezzo più importante? La Madonna adorante il Bambino con San Giovannino ossia il Tondo di Alessandro Botticelli. Situato in una sala ad hoc, immersa nell’ombra, un fascio di luce pone l’attenzione solo ed esclusivamente su questa meraviglia rinascimentale.

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Anche se di poco interesse per me, le carrozze riescono sempre a suscitare un po’ di fascino e la collezione conservata nei sotterranei (le vecchie stalle e cucine) del Palazzo è davvero completa: dalle più antiche e blasonate alle “carrozze-taxi” londonesi, dalle austere carrozze berlinesi alle antiche corriere…

Ultimo pezzo di prestigio delle collezioni civiche è il cosidetto “fegato etrusco”: si tratta di un modello in bronzo datato tra la fine del II e l’inizio del I secolo a.C. che riproduce un fegato di pecora e che costituisce la testimonianza delle pratiche religiose etrusche, legate all’interpreteazione del volere divino attraverso l’osservazione del fegato dell’animale sacrificato con il modello in bronzo.

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Non sapevo dell’esistenza di un “Palazzo Farnese” a Piacenza, ma solo a Roma…e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta. Se volete visitarlo dovete assolutamente fare la visita guidata per poterlo apprezzare fino in fondo oppure vi ritroverete a vagare tra una sala e l’altra senza realmente vedere quello che il palazzo e le sue collezioni hanno da offrirvi! Pensate che i racconti della guida (davvero brava e che è riuscita a tenere alta l’attenzione di tutto il gruppo per un’ora e mezza)  hanno risvegliato in me un’insana voglia di tornare sui libri per approfondire alcune conoscenze e recuperarne altre che col tempo sono finite chissà in qualche recondito cassetto della mia memoria…

ALESSANDRA

ORARIO
Martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 13
Venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 13 e dalle 15 alle 18

VISITE GUIDATE
Venerdì alle 11 e alle 15.30
Sabato e domenica alle 9.30, alle 11, alle 15 e alle 16.30

INGRESSO
Cumulativo: 6 euro (ridotto 4,50 euro)

SITO UFFICIALE

5 thoughts on “Palazzo Farnese @Piacenza

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  1. Bellissimo post Alessandra, da piacentino mi fa piacere che abbia gradito la visita al Farnese! Ti segnalo che, nel caso in cui la visita guidata non sia disponibile, è possibile farsi guidare dall’App Piacenza, che localizza automaticamente il visitatore permettendogli di orientarsi facilmente nelle sale del museo (ma anche in tutta la città) e di conoscere le opere grazie a contenuti testuali e audio…si scarica gratuitamente su iTunes https://itunes.apple.com/it/app/piacenza/id993136650?mt=8 e GooglePlay https://play.google.com/store/apps/details?id=it.ultravioletapp.piacenza. A presto!

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