Un weekend a Salisburgo

I viaggi del 2015 si sono conclusi durante il ponte milanese di Sant’Ambrogio. Insieme ad un’altra coppia di amici abbiamo deciso di visitare Salisburgo, descritta da tutti come la “Roma delle Alpi” e città natale di Wolfgang Amadeus Mozart.

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Sabato mattina presto quindi siamo saliti tutti in macchina: direzione Austria. A metà pomeriggio finalmente arriviamo alla Pensione Nocksteinblick, rustica e un po’ fuori Salisburgo ma pulita e, letteralmente, immersa nel verde. Una volta sistemate le valigie, riprendiamo la macchina e andiamo verso la città. Dopo una breve tappa all’ufficio del turismo per recuperare una mappa e acquistare la Salisburgo Card (32 euro per 48 ore), ci immergiamo subito nell’atmosfera natalizia: le strade sono illuminate da mille lucine binahce, le piazze sono interamente occupate dalle piccole casette verdi in legno dei mercatini di Natale dove si sente il profumo di pretzel, kaiserschmarren e…vin brule!

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Ci scaldiamo con una tazza di profumatissimo vin brule e cominciamo a girare la città che si sviluppa lungo il fiume Salzach e tra strette vie super affollate, dove le vetrine dei negozi espongono migliaia di confezioni delle tipiche “palle di Mozart”, il tutto accompagnati da canti natalizi e un’aria gelida. Stanchi dal viaggio e affamati, scegliamo un ristorante consigliato da amici in zona Mirabellplatz e poi, con la pancia piena e le guance arrossate dall’ottima birra, andiamo a recuperare la macchina.

Domenica inizia il giro vero e proprio della città: dopo esserci alzati con calma, abbiamo fatto colazione e, la prima tappa, è stato il Museo del Natale di Salisburgo a cui è seguita la visita alla sede del Museum Der Moderne che si trova a fianco all’università della città e che ospita una mostra dedicata ai lavori di Leo Kandl. Per mantenere il mood artistico della mattinata, abbiamo preso l’ascensore che porta verso l’altra sede dello stesso museo che è situato in cima ad una roccia dalla quale si gode di una splendida vista della città. Ma dei musei e delle loro collezioni ve ne parlerò approfonditamente più avanti.

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Dopo esserci rifocillati con un pretzel ripieno acquistato nei Mercatini di Natale, siamo andati al DomQuartier, palazzo arcivescovile molto elegante che sorge a pochi metri dal Duomo e dove sono racchiuse diverse collezioni di opere d’arte.

Per concludere la giornata, ci siamo diretti verso la Fortezza Hohensalzburg: anche in questa occasione, per raggiungerla abbiamo usato una funicolare ripidissima e che, in meno di un minuto, ci ha catapultati nel Medioevo. L’interno è in fase di ristrutturazione e vi racconterò tutti i dettagli nei prossimi articoli.

La sera, stanchi e infreddoliti, abbiamo cenato in un ristorante che non vi raccomanderei 🙂 (i pochi ristoranti aperti di domenica erano tutti pieni e abbiamo dovuto accontentarci…) e poi siamo andati a casa.

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Il lunedì, ultimo giorno in città, è iniziato all’insegna della musica con la visita della casa natale di Mozart e della casa nella quale la famiglia del compositore si è trasferita qualche anno dopo: anche di questo ve ne parlerò approfonditamente in un altro articolo ma vorrei condividere con voi l’emozione provata nel calpestare lo stesso pavimento su cui oltre 200 anni prima si aggirava il genio della musica.

Anche lunedì, la pausa pranzo l’abbiamo fatta ai Mercatini di Natale, questa volta godendoci una patata ripiena di formaggio e speck e abbiamo condiviso un pretzel dolce. Con la pancia piena abbiamo preso un pullman verso la fabbrica della birra Stiegl, che si trova fuori dal centro cittadino ed era una delle mete “obbligatorie” del viaggio visto che i nostri compagni di viaggio sono degli appassionati di birra. Anche questa visita è stata molto interessante e ve ne parlerò prestissimo.

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Dopo la degustazione di ben tre birre diverse, siamo ritornati in centro, abbiamo fatto qualche acquisto tra le bancarelle dei Mercatini e, dopo cena, siamo tornati in albergo.

Martedì mattina è tempo di chiudere le valigie, armarsi di tanta pazienza e mettersi in coda sulla via di ritorno verso la “ridente” Brianza.

E’ stato un bellissimo viaggio durante il quale, oltre ad essermi divertita e aver gustato tutte le specialità enogastronomiche del territorio 🙂 ho approfondito le mie conoscenze culturali. La città è piccola e, quindi, 48 ore piene sono sufficienti per girarla e visitare le attrazioni principali: visitarla nel periodo natalizio è molto suggestivo ma sono sicura che, anche in estate, sia una destinazioni ricca di fascino.

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