Vicenza, città palladiana

Domenica sono andata a Vicenza: l’occasione era visitare il Museo del Gioiello (di cui vi parlerò nel prossimo articolo), ma visto che era la prima volta che mi trovavo in questa splendida città veneta ho passeggiato per le sue vie ammirando alcuni dei monumenti e degli edifici storici del centro storico.

Vicenza è nota in Italia, e nel mondo, come “la città del Palladio”, l’architetto rinascimentale che proprio qui ha realizzato moltissimi edifici e grazie al quale oggi la città è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Passeggiando tra le vie del centro storico lastricate in pietra, sono sicura che ne rimarreste colpiti anche voi: la vivacità di una grande città si unisce al fascino incontestabile dei piccoli borghi antichi, costellati di opere d’arte ad ogni angolo.

E così ho incrociato la Cattedrale di Santa Maria Annunciata la cui cupola è stata progettata da Andrea Palladio. Poichè stavano celebrando la Messa, ho potuto ammirarla solo da fuori: una facciata gotica a due colori al centro della quale si staglia il portale settentrionale, voluto e finanziato da Paolo Americo che solo qualche anno più tardi commissionò a Palladio la costruzione della Rotonda (chiusa la domenica purtroppo).

Vicenza_www.culturefor.com

Poco più avanti sorge Palazzo Porto (quello in Piazza Castello): si tratta di un palazzo nobiliare progettato – così si pensa – da Palladio ma che è rimasto incompiuto. Il fatto che non sia finito lo fa sembrare una scenografia dimenticata lì ormai da tempo, ma che comunque non ha perduto il suo fascino. A sinistra della parte conclusa del palazzo, si vede la vecchia casa del Quattrocento della famiglia Porto che avrebbe dovuto essere progressivamente demolita con il procedere dei lavori.

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Da lì ho imboccato Corso Palladio e mi sono diretta verso la Basilica Palladiana, sede del Museo del Gioiello che vi far conoscere meglio nell’articolo di venerdì. Intorno alle 13, ho cercato un’osteria alla mano dove poter mangiare il piatto tipico della città: il baccalà alla vicentina 🙂 solitamente accompagnato da polenta, io l’ho scelto in versione più “light” come antipasto da spalmare su dei crostini di pane.

Dopo essermi rifocillata, sono andata al Teatro Olimpico. Si tratta dell’ultimo progetto di Palladio, che non ha mai potuto vedere l’opera finita che è stata invece portata a termine dal suo allievo Vincenzo Scamozzi. E’ il primo esempio di teatro stabile coperto dell’epoca moderna ed è noto soprattutto per le scene lignee sul fondo del palco che creano un’illusione prospettica molto suggestiva.

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Le vie che fanno da sfondo rappresentano Tebe e sono state realizzate in occasione dell’inaugurazione del Teatro Olimpico del 3 marzo de 1585 quando è stato allestito l’Edipo re di Sofocle.

Incluso nel prezzo del biglietto c’era anche la visita a Palazzo Chiericati, che sorge proprio dal lato opposto della piazza. Anch’esso progettato da Palladio, venne costruito nel 1551 per poi essere completato solo 150 anni più tardi. Qui ha sede il museo civico e al suo interno sono custoditi degli splendidi quadri del Seicento anche se, la parte più interessante, era quella dei sotterranei.

La ristrutturazione è stata realizzata magnificamente con i mattoni delle pareti a vista e luci soffuse: le statue contemporanee posizionate all’interno creavano un’atmosfera davvero suggestiva.

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Infine, prima di tornare verso casa, sono andata verso il Santuario di Monte Berico…

…dal piazzale antistante, si gode di una splendida vista dall’alto della città!

Vicenza è una città splendida e, anche se ho aspettato 27 anni per vederla, non vedo l’ora di tornarci e completare per intero l’itinerario palladiano ben segnalato in tutta la città. Le architetture progettate da Palladio danno un tocco magico alla città che, in alcuni angoli, sembra aver mantenuto il fascino che probabilmente aveva nel Rinascimento. E voi siete, stati mai stati a Vicenza?

ALESSANDRA

6 thoughts on “Vicenza, città palladiana

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  1. L’ho visitata un paio di volta, proprio in occasione della fiera del gioiello… dalla cui intuizione è nato poi il Museo. È una gran bella città. Ordinata e bella da vedere. Certo il Palladio ha contribuito a rendere la vista di insieme molto equilibrata e pulita che poi quelli che gli sono succeduti, hanno continuato a proseguirla.

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    1. Hai ragione: ordinata! Anche se non la conosci è quasi impossibile perdersi grazie alle indicazioni e alla sua impostazione che gira intorno alla via principale!
      Bravi gli ‘eredi’ di Palladio che hanno mantenuto questo aspetto 🙂

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