Museo Guggenheim @Bilbao

Eccoci finalmente, a quasi una settimana dalla nostra partenza da Monza, nei Paesi Baschi! Prima di arrivare a Bilbao, oltre al parco naturale di Bardenas Reales abbiamo fatto altre due tappe. Dopo aver dormito a Logroño, ci siamo recati nel paese di Laguardia, nella regione di Rioja, molto famosa per la produzione di vini. Qui, abbiamo visitato la più antica cantina del paese (XV secolo!), consigliatami da un amico che studia enologia: Bodegas Casa Primicia. Vi raccomando la visita guidata, che si conclude con la degustazione di vini…ottimi!

Il giorno successivo siamo andati a Santander, in Cantabria, per recuperare l’ultimo membro del nostro gruppo arrivato in aereo. Qui abbiamo trascorso una piacevole serata insieme ad altri amici che si trovavano in città, e una parte della mattinata successiva in spiaggia. Partiti da Santander, ci siamo quindi finalmente diretti verso Bilbao, la più grande città dei Paesi Baschi. Trattandosi di un viaggio on the road, anche la sosta a Bilbao è durata in pratica 24 ore. L’obiettivo principale della nostra visita era infatti uno solo: il Museo Guggenheim!

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Inaugurato nel 1997, il Museo Guggenheim è stato progettato dall’architetto canadese Frank Owen Gehry (famoso per aver progettato anche, tra le altre cose, il Walt Disney Concert Hall di Los Angeles e la Casa Danzante di Praga) ed è rapidamente diventato la principale attrazione turistica di Bilbao, nonché uno dei musei più famosi di Spagna ed Europa, dando un contributo fondamentale al rilancio economico di una zona prima gravemente depressa.

Il museo ospita una vasta raccolta di opere di arte contemporanea, oltre ad avere grandi aree dedicate a mostre temporanee.

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Una volta ritirati i biglietti e le audioguide (che avevamo prenotato online aspettandoci il pienone, essendo sabato, per di più il 12 di agosto…il museo invece, come tutta la città, era quasi completamente deserto) e superati i tornelli all’ingresso, ci si ritrova nell’atrio: uno spazio di una grandezza stupefacente.

Con un’altezza che raggiunge i 50 metri, dall’atrio è possibile cominciare la visita del museo. In questo siamo stati aiutati dall’audioguida: oltre a raccontare una serie di interessanti curiosità, la guida permette di visitare il museo in maniera ordinata. Le aree in cui è suddiviso l’edificio sono disposte in maniera “complessa”…non saprei come definirlo meglio! In poche parole, è molto facile perdersi, e soprattutto non si ha idea della strada da seguire per cominciare la visita.

Come prima cosa, ci siamo soffermati ad ammirare l’incredibile struttura dell’edificio prima internamente e poi dall’esterno, grazie a un balcone il cui ingresso affaccia proprio sull’atrio e che si trova al livello del fiume Nerviòn.

Come spiega la guida, il museo (che se visto dal vicino ponte sopraelevato ha una forma che ricorda quella di una nave) è stato progettato in modo tale da unire idealmente il centro della città (verso cui sono rivolte le scale dell’ingresso) con il fiume. Ecco alcune delle curiosità a cui accennavo prima: il museo si sviluppa su un’incredibile superficie di 24.000 m², di cui oltre 10.000 riservati all’esposizione delle opere e, come sostengono i progettisti, non è composto da una sola linea che si sviluppi completamente in verticale: effettivamente, fatta l’ovvia eccezione del pavimento non troverete superfici dritte all’interno dell’edificio!

davLa superficie esterna è rivestita da 33.000 (trentatremila!!) lastre di titanio, spesse 0,3 mm ciascuna e pesanti complessivamente 60 tonnellate, che prima di approdare a Bilbao hanno fatto letteralmente il giro del mondo. Il titanio è stato infatti estratto in Australia, fuso in Francia, lavorato prima a Pittsburgh (Stati Uniti), poi in Gran Bretagna e infine assemblato…a Milano!

Progettate per resistere 100 anni e oltre, le lastre di titanio cominciano in realtà a mostrare qualche segno di cedimento: la qualità del titanio e gli sbalzi di temperatura hanno fatto sì che ogni lastra di rivestimento cominciasse una lenta deformazione, mentre l’umidità ha innescato un processo simile all’ossidazione. Per questo motivo l’edificio ha bisogno di un’attenta e continua manutenzione e pulizia.

Il museo, oltre alle opere di famosissimi artisti contemporanei come Warhol e Basquiat, ospita una serie di installazioni che, da profano dell’arte quale sono, ho trovato ben più interessanti.

Quella che si vede nel video per esempio è una serie di piccole colonne a LED, che si trovano di fianco all’atrio e si sviluppano per tutta l’altezza dei tre piani in cui sono suddivise le aree espositive del museo, su cui scorrono scritte che cambiano ogni pochi minuti.

L’opera che senza dubbio ho apprezzato di più però sono state le spirali di Richard Serra: l’artista statunitense ha creato una serie di enormi lastre di acciaio, disposte secondo elaborate forme geometriche (sembrano onde e cerchi concentrici, in realtà, come spiega la guida, si tratta di forme molto più complesse), che sembrano dei labirinti. È possibile entrare dentro ciascuna delle opere, che fanno quasi perdere il senso dell’orientamento una volta all’interno.

Molte sono le installazioni video, alcune davvero strane e apparentemente senza senso, solo per fare qualche esempio: un uomo in costume sotto una doccia di sangue (o acqua rossa?) al rallentatore; corpi di uomini, donne, bambini, anziani visti di fronte, a grandezza naturale, completamente sommersi dall’acqua; due anziani signori che si guardano, nudi, tenendo una torcia in mano; un signore seduto in poltrona che dopo alcuni secondi comincia a urlare…potrei continuare per almeno due ore!

Nel complesso, la visita al Guggenheim ha richiesto un intero pomeriggio. Una volta usciti abbiamo fatto il giro del museo passando sulla sponda opposta del fiume, da cui si gode di una vista incredibile dell’edificio.

Tornati all’ingresso del museo abbiamo scattato le ultime foto con Puppy, un’enorme scultura rappresentante un cane completamente ricoperta di fiori, prima di tornare verso l’ostello, a due passi dal Guggenheim.

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La visita al Guggenheim vale sicuramente tutta la strada fatta per arrivare a Bilbao. Come scrivevo prima, ciò che mi ha colpito di più sono state, oltre ovviamente alla struttura del museo stesso, le installazioni visive e interattive di artisti sicuramente sconosciuti a chi, come me, non è un grande amante dell’arte (soprattutto contemporanea). Per quanto riguarda Bilbao invece, devo dire che non mi ha colpito in modo particolare, nonostante il centro sia moderno, pulito e ben tenuto. Sicuramente, ha influito il fatto che la città fosse praticamente vuota, un po’ come Milano nello stesso periodo!

 

Il museo è aperto dalle 10:00 alle 20:00.

Lunedì chiuso tranne i giorni seguenti:
2 gennaio, 10 e 17 aprile, 1 maggio, tutti i lunedì di luglio e agosto, 4 e 11 settembre e 4 dicembre 2017.
Il Museo resterà chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio, mentre il 24 e il 31 dicembre la chiusura è anticipata alle 17.00

Biglietti: 

  • Adulti 10 €
  • Pensionati 6 €
  • Studenti (< 26 anni) 6 €
  • Bambini e Amici del Museo gratis

Roberto

 

 

 

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