Umberto Boccioni. Genio e Memoria

Se vi dico Umberto Boccioni, cosa vi salta subito alla mente? Futurismo? I ritratti di un’anziana signora con le mani in grembo? Quella strana scultura in bronzo di un uomo stilizzato che cammina?

Se è così, siete tutti sulla strada giusta: Umberto Boccioni ha fatto parte del movimento futurista, ha spesso ritratto sua madre e ha realizzato anche “quella strana scultura”. A 100 anni dall’anniversario della sua morte, è stata allestita a Palazzo Reale una mostra in suo onore “Umberto Boccioni (1882-1916). Genio e Memoria“.

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Alcuni blogger ed io abbiamo potuto ammirare le 280 opere esposte in anteprima grazie ad Electa Editore che, dopo averci invitato alla colazione artistica in occasione della mostra di Giotto (potete leggere QUI il mio articolo), ha rinnovato l’invito per un’esclusiva visita a poche ore dall’inaugurazione ufficiale.

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L’iniziativa fa parte del programma di Ritorni al futuro, il palinsesto culturale pensato per la primavera 2016 dal Comune di Milano che propone un centinaio di appuntamenti culturali con l’obiettivo di portare al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro che abbiamo oggi, confrontandola con quelle che hanno aitato il pensiero creativo in altre stagioni della storia.

La mostra è stata davvero una rivelazione per me: ho potuto scoprire infatti il percorso artistico che ha portato Boccioni ad essere l’artista che oggi conosciamo. Per la prima volta dal 1976, sono stati esposti tutti i 60 disegni custoditi al Castello Sforzesco che sono diventati il filo conduttore della mostra riassumendo le linee essenziali del percorso artistico di Boccioni dal 1906 al 1916.

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Accanto a questi splendidi disegni, si trovano anche alcune pagine di un “atlante” elaborato da Boccioni, durante la sua fase prefuturista: una sorta di diario, realizzato con materiale povero come carta da pacco, sulla quale l’artista attaccava cartoline e immagini, alcune delle quali tratte da una delle riviste d’arte più in voga del tempo (Emporium). Lo scopo era quello di studiare le tendenze, creare dei ricordi, confrontare le opere del passato con quelle del suo tempo.

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Boccioni ha lavorato sul concetto del dinamismo, ma è stato anche un ritrattista e un vedutista e lo stile delle sue opere si è evoluto insieme a lui. L’artista infatti si è spostato molto nel corso della sua vita, ma è a Roma che inizia la sua formazione artistica. In quegli anni diventa allievo, tra gli altri, di Balla da cui apprende le tecniche più moderne. E’ in questo periodo inoltre che ricorre il tema del suo rapporto con la madre.

Dopo Roma si sposta a Padova e da lì, grazie alla vicinanza con Venezia, visita le Biennali d’Arte dove rimane affascinato dalle opere dei suoi contemporanei e comincia a voler vivere della sua arte. Inizia così a fare ritratti dell’alta borghesia padovana e già qui si intravedono i primi accenni stilistici che rimandano alle sue opere future.

Una volta che Boccioni si spostò a Milano, resta colpito dai maestri del divisionismo e si ritrova ad essere attratto dall’arte di Previati, da cui apprende una tecnica pittorica definita più “filamentosa”.

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Boccioni non si rifà solo alle opere e alle tecniche degli artisti dei suoi tempi, ma visita anche diversi musei e si lascia affascinare dalle opere del passato. Ecco però che arriva il cubismo e Boccioni, seppur riluttante all’inizio, ne viene influenzato ed ecco spuntare diverse opere che affrontano proprio il tema della scomposizione della figura.

Infine, parliamo di Boccioni scultore: alla sua morte avvenuta in seguito ad una caduta da cavallo, l’amico Marco Bisi insieme al padre e a un gruppo di amici cercano di recuperare le tantissime opere chiuse nello studio dell’artista tra cui le sculture in gesso, ma solo poche sopravvivono senza danni e, negli anni successivi, vennero rifatte tutte in bronzo. In questo modo gli è stata garantito un futuro e noi possiamo ammirarle ancora oggi.

E’ una mostra diversa dalle solite: ci sono moltissime opere di Boccioni, ma non solo perchè qui si racconta la storia dell’artista, si ripercorrono le tappe che l’hanno portato a sviluppare il suo stile personale, si guardano le opere che l’hanno ispirato. Un viaggio attraverso i primi anni del Novecento, con qualche salto temporale nell’antichità. Una mostra da non perdere!

PS. Avete seguito sui social la mia visita in anteprima? Iscrivetevi alla mia pagina Facebook e Twitter per non perdervi nemmeno un secondo delle mie “gite artistiche”!

Credit immagini: Ufficio stampa

ALESSANDRA

FINO AL 10 LUGLIO 2016

ORARIO
lunedì 14.30-19.30
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30

BIGLIETTI
Intero: 13 euro
Ridotto: 11 euro
E’ compreso anche l’ingresso alla mostra “2050. Breve storia del futuro” (che non ho potuto vedere per mancanza di tempo)

SITO UFFICIALE

COME RAGGIUNGERLA:

 

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