Elvis ha lasciato l’edificio @Venezia

Abbiamo il piacere di presentarvi una mostra incentrata sul lavoro di quindici giovani artisti che sono pronti a stupire con le loro opere e creazioni derivanti dall’esperienza di laboratorio di Arti Visive IUAV, supervisionato dal maestro Alberto Garutti e dalla giovane Caterina Rossato.

Vi abbiamo già parlato di Garutti in occasione della sua mostra tenutasi al PAC di Milano e, inoltre, abbiamo partecipato a una conferenza al MAC di Lissone dove il maestro era ospite. Un artista che ricerca continuamente un dialogo aperto tra l’opera, lo spettatore e lo spazio, ma che cerca anche di contribuire alla definizione dell’identità culturale di un luogo. Ma, come vi anticipavamo, questa volta non sarà lui il protagonista ma i giovani artisti del suo laboratorio, le nuove generazioni e i potenziali nuovi artisti del futuro panorama internazionale. Questa sarà la loro opportunità di rapportarsi per la prima volta con il pubblico.

ELVIS HA LASCIATO L’EDIFICIO

29 GENNAIO- 9 FEBBRAIO

“Ladies and Gentlemen… Elvis has left the building, thank you and Goodnight.” 

Al Dvorin, speaker ufficiale ai concerti di Presley, invita l’audience a lasciare la sala: Elvis non tornerà, né per un bis, né per i saluti. È già sulla sua limousine diretta all’aeroporto, pronto per la prossima data.

ELVIS HA LASCIATO L’EDIFICIO raccoglie i lavori di quindici artisti che, affiancati da tre curatori (Rachele Burgato, Valentina Lacinio, Giulia Morucchio), si sono confrontati con una dimensione condivisa carica di suggestioni che partono proprio da questo episodio che vede coinvolto Elvis.

Lo spettacolo dell’arte si articola come un trucco di magia, tra l’artista e il pubblico viene sigillato un patto, la condivisione di un momento preciso: è il tempo dello show, entro il quale l’audience chiede di essere meravigliata e alla fine del quale non resta che “andare a casa”. Ultimo giorno della 55° Biennale di Venezia, la mostra chiude. E anche per quest’anno la città ha vissuto il suo momento: Venezia culla delle esposizioni. La cultura mette in scena se stessa, e l’Arte dei grandi artisti internazionali fa la sua comparsa come una star, come acclamata regina del palco. Ma allo scadere del tempo, cosa rimane? I riflettori sono spenti e sembra “non esserci altro da vedere”, ma non è così.

Dietro il sipario restano i giovani artisti, le nuove generazioni pronte a sigillare un nuovo patto con il pubblico, a offrire un ulteriore evento visivo, limitato ma denso. A partire dal linguaggio del paradosso costruito su giochi linguistici, visivi e di concetto (Lorenzo Commisso, Leonardo Mastromauro, Laura Tinti), si percorre la ricerca del limite, inteso come confine stabilito (Francesco Nordio) o come deriva (Graziano Meneghin), come tracciato liquido che dà spazio all’ubiquità (Edoardo Aruta) o come imprescindibile vocazione all’esaurimento (Valentina Furian), o ancora come fobia paralizzante (Guido Modanese) che richiede un rituale di espiazione (Serena Oliva). I concetti di limite e paradosso si intrecciano poi con l’eterno quesito dell’identità, che si rinnova continuamente (Susanna Alberti), che chiede di essere problematizzata (Pietro Bonfanti) e accudita (Marzia Avallone), reinventata (Yulia Knish), ridefinita (Gaia Ceresi) o rievocata (Fabio Valerio Tibollo).

La mostra viene ospitata nello spazio della Fondazione BLM che intende in questo modo rinnovare l’attenzione ai luoghi di formazione del territorio.

(FOTO di Fabio Valerio Tibollo)

SITO UFFICIALE MOSTRA

ORARI:

da mercoledì alla domenica 10.30-17.30

INGRESSO LIBERO

COME RAGGIUNGERLA:

3 risposte a "Elvis ha lasciato l’edificio @Venezia"

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