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Piazza dei Cavalieri è la seconda piazza più famosa della città dopo Piazza dei Miracoli. Nei secoli scorsi rappresentava il centro del potere poichè proprio qui sorgeva il foro romano. In passato questa piazza era chiamata anche “la piazza delle Sette vie” perché da qui si poteva giungere da sette strade diverse (oggi 5). Dalla seconda metà del XVI secolo divenne il quartier generale dell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, voluto da Cosimo I. Quest’ultimo, nel 1558 ha affidato il rifacimento dell’area a Giorgio Vasari che decise di ridare “ordine” a questa piazza che aveva una struttura caotica, tipica degli assembramenti medioevali.

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Qui sorgono diversi edifici importanti come il Palazzo della Carovana (1562-64 e oggi sede della Scuola Normale di Pisa), la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri (16565-69), il Palazzo della Canonica (1566), il Palazzo del COnsiglio dei Dodici (1603), il Palazzo Puteano (1549-98), la chiesa di San Rocco (1575), e il Palazzo dell’Orologio (1605-8) e al centro, la statua di Cosimo I (1596).

Tra questi, l’edificio più noto è il Palazzo dell’Orologio che negli anni ha subito diverse modifiche. Sulla sinistra della struttura infatti sorgeva una casa-torre, di proprietà della famiglia Gualandi. Col tempo divenne il carcere cosiddetto “della Fame” dove nel 1288 trovò la morte il conte Ugolino della Gherardesca, celebrato da Dante nel XXXIII canto dell’Inferno.

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Ugolino, immerso nelle acque gelate di Cocito, è tra i dannati vendicatori ed è descritto da Dante nell’atto di divorare la testa dell’arcivescovo Ruggeri, responsabile della sua prigionia e quindi della sua morte.

« Poscia che fummo al quarto dì venuti
Gaddo mi si gittò disteso a’ piedi,
dicendo: “Padre mio, ché non mi aiuti?”.

Quivi morì; e come tu mi vedi,
vid’io cascar li tre ad uno ad uno
tra ‘l quinto dì e ‘l sesto; ond’io mi diedi,

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti
Poscia, più che il dolor, poté il digiuno.

Quand’ebbe detto ciò, con li occhi torti
riprese ‘l teschio misero co’ denti,
che furo a l’osso, come d’un can, forti »

(Inferno, canto XXXIII, vv. 67-78)

COME RAGGIUNGERLA

11 thoughts on “Piazza dei Cavalieri @Pisa

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