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E se vi dicessimo la parola “terme”, quali sarebbero le prime immagini ad occupare la vostra mente? Una struttura idilliaca con vasche d’acqua bollente e un rilassante massaggio? Oppure Roma con le sue Terme di Caracalla? Beh, non è esattamente quello di cui vorremmo parlarvi oggi.

Conoscete le Terme di Bormio (in Valtellina, provincia di Sondrio)? Le acque che alimentano le due strutture termali (i Bagni Vecchi e i Bagni Nuovi) provengono da diverse fonti e noi vi portiamo alla scoperta di una di queste: la Fonte Pliniana.

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Nei pressi dei Bagni Nuovi di Bormio, sorge il Parco dei Bagni di Bormio da cui si può partire per una breve camminata (praticabile anche d’inverno).

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Circondati da alberi maestosi, imboccate il sentiero “Fonte Pliniana” indicato dai cartelli in legno. Godete del silenzio di questo luogo interrotto solo dal rumore del picchio che con il suo becco appuntito buca la corteccia di un albero e dallo scricchiolio della neve sotto i piedi. Riempitevi gli occhi dei colori puri e candidi della natura.

Sentirete poi il rumore di una cascata, accanto alla quale camminare su una passerella in legno sempre bagnata a causa degli schizzi e del vapore dall’acqua calda che scende dalle rocce.

Procedendo, il sentiero si apre su una piccola gola: di fronte a voi il Monte Scale (la cui cima, d’estate, si può raggiungere con una camminata di circa 2 ore e mezza) e, sotto, un fiume gelido che scorre verso la valle. Guardando in basso, lungo il fiume, potrete scorgere qualche panno colorato: sono gli abiti delle persone che si godono il tepore dell’acqua calda proveniente dall’alto che si raccoglie in una “pozza”.

Ancora pochi metri, ed ecco la Fonte Pliniana, conosciuta fin dall’antichità e utilizzata per le cure idropiche. La Fonte si trova in una grotta artificiale, costruita nel 1908 dall’architetto Ramponi e che è andata a sostituire un’antica tettoia. Conosciuta, celebrata ed usata come bevanda sin dai tempi più remoti, l’acqua di questa fonte sgorga da una fenditura della parete rocciosa dolomitica della Reit. Sotto la balza sporgente della grotta venne sistemata una vasca per la captazione dell’acqua che, mediante una speciale conduttura, veniva portata allo stabilimento della Castellanella prima e, successivamente, a quello nuovo costruito in località Molina sotto i bagni Nuovi, sulla strada per Livigno. La sorgente Pliniana ha una portata di circa 100 litri al minuto con una temperatura costante di circa 38° C.

Queste acque furono subito sfruttate economicamente dai bormini e già nell’alto Medio Evo vennero costruiti gli edifici dei Bagni Vecchi, forse su precedenti costruzioni romane. Nell’Ottocento sorsero due stabilimenti per l’imbottigliamento dell’acqua della Fonte Pliniana che è batteriologicamente purissima, priva di fango e più radioattiva delle acque delle altre sorgenti della zona.  I resti degli stabilimenti ottocenteschi sono ancora visibili lungo il cammino che porta alla Fonte.

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La tradizione termale di Bormio è quasi millenaria e sono diverse le documentazioni che lo testimoniano: accanto ad autori minori, le proprietà curative di quest’acqua sono celebrate anche da Plinio il Vecchio, Cassiodoro, Giovio e Leonardo da Vinci.

Il fisico Pietro Andrea Mattioli, nel 1540, scrisse un manoscritto dove si soffermava sulla “essenza e virtù” di queste acque e sul “modo d’usarle in ciascheduna infermità” e in un altro passo del manoscritto si legge che  “è buona quest’acqua a strettezza di petto, alla difficoltà di respirare, alla tossa umida” e che tra le sue proprietà curative vi è anche quella di “sanare lo stomaco”.

Vi era anche la diffusa credenza che queste acque “bagnandosi di continuo, e longo longo tempo, vale assai a far ingravidare” tanto che anche l’arciduchessa d’Austria era solita recarsi ai Bagni e immergersi nelle loro calde acque.

Le terme di Bormio sono alimentate da diverse sorgenti, ognuna con la sua storia e le sue caratteristiche: QUI

Una breve escursione che racconta della storia di Bormio, più antica di quel che si crede e che ha reso famosa in Italia e non solo, questo piccolo gioiello dell’Alta Valtellina. E’ una passeggiata piacevole: d’inverno il bosco ricoperto dalla neve sembra incantato, d’estate invece il verde brillante dei prati trasmette una gioia irrefrenabile.

SEMPRE APERTO

INGRESSO GRATUITO

DOVE PARCHEGGIARE:

16 thoughts on “Fonte Pliniana @ Valdisotto

  1. Pingback: Bormio … una fuga romantica all’insegna del relax | Viaggiando con Bea

    • L’ingresso dei Bagni Nuovi è a sinistra, continuando sulla strada che va verso lo Stelvio c’è un altro parcheggio sulla destra. Proprio lì, dal lato opposto della destra, vedrai l’inizio di un piccolo sentiero che si inoltra nel bosco. Il primo pezzo costeggia una rete che divide il bosco dall’hotel/terme e poi segui le indicazioni Fonte Pliniana.
      In zona tutti la conoscono, perciò se dovessi aver problemi a trovare l’ingresso puoi chiedere…anche alla reception dell’hotel 🙂
      Lì non si può fare il bagno: è una piccola fontana dalla quale sgorga l’acqua termale quindi puoi semplicemente berla.
      Una volta, qualche metro più in basso rispetto alla fonte, c’era una pozza naturale di acqua termale dove poter fare il bagno ma a causa di una frana nei mesi scorsi ora la strada (da fare ai piedi e molto stretta) è interrotta e non so quando la riapriranno…

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  2. Pingback: I Castelli di Grosio | Culture For

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