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Questa prima giornata “piena” a Shanghai, ho deciso di dedicarla totalmente alla cultura. Su consiglio di mio cugino Alberto, mi sono quindi diretto la mattina di buon’ora verso il poco distante 静安寺, conosciuto anche come Jing’an Temple o Tempio della Pace e della Tranquillità (di cui, lo ammetto, non avevo mai sentito parlare nonostante sia abbastanza famoso).

Costruito per la prima volta nell’anno 247, il tempio è stato spostato nella posizione attuale solo nel 1216. Quella che vediamo oggi tuttavia non è la struttura originale del 1216, in quanto il tempio fu distrutto da un incendio nel 1972, e venne riostruito nel 1984.

Trovandosi in pieno centro città, circondato da enormi strade e altissimi grattacieli, il Jing’an Temple risulta del tutto anacronistico: la struttura così tradizionale e “bassa” del tempio fa letteralmente a pugni con tutta la modernità che lo circonda. Il contrasto è semplicemente incredibile!

Una volta entrati nel tempio, ci si ritrova all’interno di un grande spiazzo, al centro del quale (oltre ai tradizionali bracieri in cui bruciare le offerte)  è presente un enorme santuario su tre piedi.  La tradizione vuole che lanciare una moneta all’interno del santuario porti fortuna, quindi è facile trovarlo circondato da turisti e cinesi che lanciano monetine da 1 yuan.

Ovviamente non potevo non tentarci anche io, che sono riuscito a far entrare la moneta dopo un paio di tentativi (o forse erano 7, ma suvvia, non siamo qui a parlare delle mie discutibili doti atletiche!).

Subito dopo aver lanciato la mia monetina, ho anche avuto la fortuna di assistere a una cerimonia dei monaci buddisti, che insieme ad alcuni fedeli hanno bruciato alcune offerte in uno dei bracieri.

All’interno del tempio sono presenti diverse sale, la più affascinante di tutti è secondo me quella all’interno della quale si trova il Buddha in giada più grande di tutta la Cina, con i suoi 3,87 metri di altezza e oltre 11000 kg di peso.

Considerando che ci si trova al centro di una delle città più grandi e trafficate al mondo, la pace e il silenzio che si percepiscono all’interno del tempio sono straordinarie. Ho passato tutta la mattina girando ogni angolo di questo tempio meraviglioso e scattando delle bellissime foto.

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Alcuni scatti sono stati a loro modo anche “divertenti”. Per esempio quello del monaco in abito tradizionale che parla dal suo smartphone, o il guardiano che dorme beatamente all’ombra di una statua del Buddha.

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Terminato il giro del tempio, ho quindi pranzato insieme a mio cugino: riso e maiale, maiale stufato accompagnato da una verdura indefinibile (buona) e alghe.

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Nel pomeriggio mi sono quindi dedicato all’esplorazione del Museo di Shanghai, situato nella famosa Piazza del Popolo, che mi era stata descritta come enorme, bellissima e imperdibile. Sinceramente invece la piazza non mi ha fatto né caldo né freddo.

Ben altro discorso si può fare invece per il Museo di Shanghai, che vanta una enorme esposizione di arte cinese, dai più antichi manufatti all’arte cinese più recente.

Personalmente, ho trovato estremamente interessante la sezione dedicata ai pittogrammi, anche se parlare di semplici pittogrammi sarebbe riduttivo. L’interno del museo (ovviamente) è piuttosto buio, scattare delle buone foto non è stata quindi un’impresa semplice.

Terminata anche questa visita, mi sono quindi incontrato nuovamente con mio cugino e la sua ragazza per un giro serale della città, durante il quale abbiamo cenato in un minuscolo ristorantino che serviva esclusivamente ravioli cinesi in brodo (preparati al momento da una anziana cinese, la quale utilizzava solo delle bacchette che muoveva alla velocità della luce). Giusto per farvi capire quanto costa vivere in una città grande come Shanghai: se non andate a cercare cibo occidentale, ma mangiate cucina cinese negli stessi posti dove mangia il cinese medio, una cena per tre persone la pagate l’equivalente di circa 5 euro. Pazzesco!

Per concludere la serata in bellezza, siamo quindi stati in un locale con una vista mozzafiato sul Pudong (l’area con tutti i grattacieli più famosi della città): il Bar Rouge. Situato sul lato opposto del fiume rispetto a Pudong, il Bar Rouge è un locale molto rinomato a Shanghai. Nonostante i prezzi decisamente più occidentali, vale sicuramente la spesa grazie al panorama unico che si può ammirare dalla enorme terrazza.

È stata una giornata stancante da morire, ma anche tremendamente interessante. Dal meraviglioso Jing’an Temple, che contrasta in maniera così spettacolare con tutto ciò che lo circonda, fino al Museo di Shanghai, dove potrete ammirare pezzi di storia e cultura cinese risalenti agli albori della storia, fino ai giorni nostri!

 

Roberto

 

2 thoughts on “Jing’an Temple e Museo di Shanghai

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