Parco Olimpico e 798 Art District @Pechino

Anche voi siete dei grandi appassionati di sport, e vorreste visitare lo stadio dove Usain Bolt stabilì, tra le altre cose, il primato mondiale sui 100m? Io no, però sono stato convinto comunque a visitare il Parco che ha ospitato i Giochi della XXIX Olimpiade nel 2008 a Pechino.

Il complesso è facilmente raggiungibile in metropolitana (stazione di Olympic Green)…e ci mancherebbe visto che in occasione delle Olimpiadi, a Pechino sono state costruite non una, non due, ma ben 7 nuove linee della metropolitana! Ho scoperto che le Olimpiadi di Pechino sono state le più costose della storia, con ben 41 MILIARDI di dollari investiti tra nuove infrastrutture, trasporti, gestione etc. Quando i cinesi decidono di fare qualcosa, insomma, o la fanno bene o non la fanno…

La prima cosa che attira l’attenzione una volta usciti dalla stazione è sicuramente l’enorme torre di osservazione, alta 258 metri e ultimata solamente nel 2014.

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Una volta superati i controlli per accedere al parco vero e proprio (Olympic Green), il primo impatto è stupefacente. È semplicemente…enorme. Enorme e bellissimo!

A rubare l’attenzione è sicuramente il famosissimo Stadio Nazionale di Pechino, conosciuto anche come Bird’s Nest (nido d’uccello) per via della sua forma eccentrica. Progettato principalmente dagli architetti svizzeri Herzog e de Meuron, alla realizzazione dello stadio ha partecipato anche il famoso artista contemporaneo cinese Ai Weiwei.

Nel caso non lo aveste ancora notato, avete visto che cielo?! Solitamente non è così, come conferma anche Chiara infatti, il cielo grigio e nebbioso per colpa dello smog che si vede ogni tanto al TG a Pechino è la norma. Per una fortunatissima coincidenza, per tutte le due settimane che sono rimasto in Cina si è svolto il Congresso del Popolo a Pechino, e in vista di questa occasione, il governo ha imposto la chiusura di tutti gli impianti più inquinanti che circondano la Capitale. In questo modo, è stata data l’impressione di una città pulita e libera dall’inquinamento, cosa che assolutamente non è. Ad ogni modo, mai mi sarei aspettato di trovare un cielo così azzurro in Cina, degno delle migliori giornate in montagna!

Fatto il lunghissimo giro del Bird’s Nest e scattate le mille foto nelle posizioni più sceme, ci siamo quindi diretti verso il Centro acquatico nazionale di Pechino, o Water Cube. Qui si sono svolte tutte le gare di nuoto, nuoto sincronizzato e tuffi.

Si tratta di una struttura molto particolare, costruita appositamente per sembrare completamente ricoperta di bolle di sapone.

Terminato il giro del Water Cube, abbiamo girovagato un po’ per Olympic Green e scattato qualche altra foto fino all’ora di pranzo, quindi ci siamo diretti nuovamente verso la metropolitana.

La tappa successiva è stata l’Art District di Pechino, un quartiere ancora relativamente poco conosciuto ai più. Si tratta di un enorme ex complesso industriale nell’area di Dashanzi, nella zona nord est della città, che si sta riconvertendo e modificando in continuazione e che ha preso il nome di 798 Art District, 798 Art Zone o 798 Factory.

Pur non essendo un grande appassionato di arte contemporanea, ho girato volentieri per le vie che caratterizzano questa zona, piene a ogni angolo di opere anche molto bizzarre.

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Sparse lungo le strade, (sia grandi viali, sia strettissimi vicoli in cui non passano neanche le macchine) sono presenti numerosissime esposizioni e gallerie d’arte, oltre a una quantità di bar, locali e caffè davvero belli e originalissimi.

Inoltre, alcuni vicoli sono disseminati di piccoli negozi che vendono, oltre alle opere d’arte prodotte dagli artisti locali, anche prodotti disegnati e realizzati all’interno del quartiere: si va da semplici portachiavi a costosissimi soprammobili, vestiti, giubbini di pelle, qualunque cosa in pratica, e la maggior parte di questi oggetti riporta il logo “798”.

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Complice anche la bellissima giornata, abbiamo girato il quartiere in lungo e in largo, approfittando della luce del tramonto per scattare le foto migliori. Anche da profano in materia di arte, ho trovato davvero molto affascinante il contrasto incredibile tra le opere d’arte, così moderne e “pulite”, e le strutture industriali un po’ decadenti che caratterizzano l’intero quartiere!

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Sarei rimasto a fotografare tutto quello che vedevamo per ore, ma alla fine abbiamo ceduto alla stanchezza, dopo una giornata lunghissima e davvero molto faticosa.

Nel complesso, ho visitato luoghi che mai sarei andato a vedere da solo, perché non sono un grande fanatico né di sport, né di arte contemporanea; ma sono più che felice di esserci stato. A dispetto di ogni aspettativa infatti, sono rimasto impressionato sia dal parco olimpico, per la modernità, l’imponenza e le bellezza delle strutture, e soprattutto da 798 Art District, per l’originalità assoluta e i contrasti che lo caratterizzano. Davvero pazzesco, ve lo raccomando!! E se siete stanchi, potete sempre fermarvi a prendere un caffè in uno dei tantissimi bar del quartiere, mentre ammirate qualche opera bizzarra dall’altra parte della strada 😉

 

Roberto

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