Hokusai, Hiroshige e Utamaro @Palazzo Reale

L’arte giapponese tradizionale non mi ha mai entusiasmato, ma quando una mia amica mi ha chiesto di accompagnarla a vedere la mostra Hokusai, Hiroshige e Utamaro. Luoghi e volti del Giappone a Palazzo Reale, ho deciso di andare lo stesso…magari avrei cambiato idea:)  Abbiamo fatto oltre 40 minuti di coda per entrare e questo mi ha fatto ben sperare: se così tante persone vogliono vederla, un motivo ci sarà!

Una volta in mostra sono stata subito colpita dall’allestimento, giocato tutto su due colori: blu scuro e beige. I pannelli descrittivi erano stampati su legno e la luce di taglio richiamava l’attenzione sulle opere esposte. Dopo aver apprezzato l’allestimento semplice ma d’effetto, mi sono concentrata sulle protagoniste della mostra: 200 silografie policrome provenienti dalla Honolulu Museum of Art.

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Kitagawa Utamaro
“Beltà cinesi a un banchetto” (1788-1790 circa)
Silografia policroma, 38,2 x 75,8 cm – Honolulu Museum of Art

Cosa sono le silografie? Me lo sono chiesta anche io, ma ecco che in mostra viene trasmesso un video che spiega tutto: silografia indica l’incisione di immagini su tavolette di legno che fungono da matrice. Queste poi vengono ricoperte di inchiosto e utilizzate per “stampare”. Un procedimento lungo e laborioso, che richiede precisione, manualità e…pazienza!

Le stampe hanno diversi soggetti: scorci di ponti, cascate, quartieri di Kyoto, volti eleganti e sensuali. Sapevate che proprio queste silografie hanno influenzato le opere di Monet, Van Gogh, Degas, Tolouse-Lautrec, Klimt…?

La mostra si divide in 5 sezioni (Paesaggi e luoghi celebri: Hokusai e Hiroshige; Tradizione letteraria e vedute celebri: Hokusai; Rivali di “natura”: Hokusai e Hiroshige; Utamaro: bellezza e sensualità; I Manga: Hokusai insegna) ma in ognuna di essa si notano i punti in comune di questa arte come la ripetizioni dei soggetti più in voga, campiture di colore per lo più piatte nonostante alcune sfumature.

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Utagawa Hiroshige
41 – Narumi. Negozi che vendono i celebri tessuti shibori, dalla serie Cinquantatré stazioni di posta del Tôkaidô (1848-1849 circa)
Silografia policroma – Honolulu Museum of Art

Il fatto che ci fossero così tanti punti in comune tra le opere ha portato ad una forte rivalità non solo tra gli artisti ma anche tra gli editori che le mettevano in vendita, tanto è vero che questi ultimi si contendevano artisti, incisori e stampatori al fine di riuscire a soddisfare un mercato dell’editoria sempre più esigente.

I tre maestri dell’epoca, Katsushika Hokusai, Utagawa Hiroshige e Kitagawa Utamaro,  lavoraravano duramente per riuscire a distinguersi: per esempio, dedicavano moltissimo tempo alla realizzazione di una serie di opere con un tema specifico fino a farle diventare un best seller. In questo modo, anche gli altri artisti dovevano adeguarsi allo stesso tema per trovare spazio nel mercato. Ecco perchè alla Trentasei vedute del monte Fuji di Hokusai, seguirono Trentasei vedute del monte Fuji di Hiroshige

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Katsushika Hokusai, Fuji Rosso (Giornata limpida col vento del sud), dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji (1830-1832 circa) – Silografia policroma, 25,5 x 36,8 cm – Honolulu Museum of Art
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Katsushika Hokusai, Il santuario Honganji di Asakusa a Edo, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji (1830-1832 circa) – Silografia policroma, 24,7 x 36,5 cm – Honolulu Museum of Art
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Katsushika Hokusai, Il pino a cuscino nel parco ad Aoyama, dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji (1830-1832 circa) – Silografia policroma, 26,2 x 38,8 cm – Honolulu Museum of Art

L’arte giapponese è totalmente diversa da quella a cui siamo abituati, non solo per quanto riguarda i soggetti che nel tempo hanno influenzato l’Occidente ma soprattutto per il ruolo di arte, che in Giappone sembra orientato solo ed esclusivamente alla vendita. Non so dirvi se questa mostra mi sia piaciuta oppure no: le opere in sè non mi hanno particolarmente colpita ma allo stesso tempo è stato interessante confrontarmi con un tipo di arte a me sconosciuto e forse, se l’avessi visitata in compagnia di una guida, senza caos e senza l’ansia della chiusura della mostra nel giro di qualche minuto, il mio giudizio avrebbe potuto essere molto più deciso!

FINO AL 29 GENNAIO 2017

ORARIO
Lunedì chiuso
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì: dalle 9.30 alle 22.30

INGRESSO
Intero: 12 euro
Ridotto: 10 euro

SITO UFFICIALE

COME RAGGIUNGERLA

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