L’emozione di un tramonto nel deserto

Iniziamo la settimana…in Marocco, per la precisione sulle dune dell’Erg Chebbi vicino alla cittadina di Merzouga. Ho sognato per anni di affondare i piedi nella sabbia del deserto e finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. Partiamo la mattina presto da Meknes: ci attendono circa 8 ore di macchina per raggiungere il campo tendato dove trascorreremo la notte ma il viaggio trascorre piacevolmente insieme al nostro driver Mohamed, tra risate e scoperte di luoghi magnifici.

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Il primo stop del viaggio è alla foreste di cedri: se avete letto i miei racconti di Fes e Meknes, avrete potuto notare come l’impiego del legno di questi alberi sia così importante nell’arte marocchina. Perfetto per essere intagliato, resiste nel tempo e agli sbalzi di temperatura e ha un profumo delizioso. Il Marocco ha la più alta superficie di alberi di cedri di tutto il mondo e questo è l’habitat ideale per le Bertucce.

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Basta scendere dalla macchina per vedere le prime scimmie: alcune saltano da un albero all’altro, altre invece stanno pazientemente sedute sul muretto sicure che qualche turista darà loro qualcosa da mangiare.

Dopo aver scattato qualche foto e girato un po’ di filmati in compagnia di queste dispettose scimmie, risaliamo in macchina e riprendiamo il nostro viaggio verso Merzouga. La strada conosciuta da Mohamed era chiusa e quindi ci avventuriamo su una strada sterrata tra alberi e pecore al pascolo. Dopo un po’ di sobbalzi ci ritroviamo nuovamente sulla strada asfaltata e continuiamo a stupirci per la varietà di paesaggi che sfilano davanti ai nostri occhi: aride pianure, boschi verdeggianti, rosse formazioni rocciose, palmeti…e canyon!

Già, ad un certo punto mi sono sentita negli USA nelle vicinanze del Grand Canyon con la differenza che, al posto del fiume Colorado, si sviluppano tra le palme alcune piccole cittadine.

Il viaggio prosegue tra un sonnellino e l’altro fin quando, dal finestrino, vediamo i colori cambiare: tutto assume i colori della terra, l’aria è calda e i “segnali di vita” iniziano a diminuire. Il deserto è vicino.

Finalmente arriviamo. Saliamo sul nostro dromedario e cavalchiamo (si dice così?!) verso le dune di fronte a noi.

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Ci sono molti turisti ma il silenzio è comunque avvolgente: mi guardo intorno riempiendomi gli occhi delle sfumature della sabbia, seguo i raggi del sole che illuminano la cresta delle dune, ascolto il rumore dell’incidere del dromedario e penso a come una distesa di sabbia possa essere così affascinante.

Raggiungiamo la “nostra” duna, lasciamo ai suoi piedi il dromedario e saliamo a piedi. Ci sediamo su un coperta e attendiamo il calare del sole all’orizzonte…

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La luce comincia a scarseggiare ed è ora di rientrare: la nostra tenda ci aspetta.

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Dopo una cena tipica marocchina e un po’ di musica tradizionale, Simone ed io ci attardiamo fuori dal campo per ammirare il cielo stellato, libero da qualsiasi tipo di inquinamento luminoso.

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E’ stata un’esperienza fantastica e spero di poterla rifare in futuro. Quando abbiamo prenotato eravamo entusiasti ma un po’ timorosi all’idea di dormire in tenda e non avere i comfort base (luce di notte, bagno privato etc): beh, ci sbagliavamo! La prossima volta inoltre  vorrei fermarmi più giorni: poche ore in questo paradiso ti fanno innamorare, ma non sono sufficienti.

 

9 thoughts on “L’emozione di un tramonto nel deserto

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