Death Valley

Durante il weekend abbiamo cercato di stilare un programma per partecipare a un po’ di eventi organizzati in occasione di Brerart 2014 quindi, in attesa di raccontarvi cosa succederà a Milano nei prossimi giorni, vi raccontiamo le ultime tappe del nostro viaggio negli USA.

Dopo la Monument Valley, è stata la volta di un altro famoso parco nazionale americano: la Death Valley. Si tratta di una valle situata sotto il livello del mare e il punto più basso si trova a Badwater (282 piedi sotto il livello del mare). Qui le temperature raggiungono livelli altissimi (il picco si è registrato il 16 settembre 1913 con una temperatura di 57,6°) e, nel Visitor Center, si chiede ai turisti di prestare attenzione durante le ora più calde della giornata evitando di camminare sotto il sole e bevendo molto.

Death Valley_www.culturefor.com

Da aprile 2014 ad agosto 2014 sono state 2 le morti a causa del caldo, quindi non bisogna MAI avventurarsi nella visita impreparati. La temperatura registrata al nostro arrivo al Visitor Center era di 118° F (quasi 48° C).

Visitor Center_www.culturefor.com

Arrivati al Visitor Center abbiamo guardato il piccolo museo allestito all’interno della struttura nel quale si raccontava la storia della valle, abbiamo fatto il pieno di benzina e comprato scorte d’acqua.

Il nome della valle nasce da un fatto realmente accaduto “Nel 1849 a dicembre, al confine della California, un centinaio di cercatori d’oro disinformati e senza mappa, con le loro famiglie, cercando la via verso la California, procedevano in gruppi sparsi sull’orlo orientale del pavimento salato della Valle della Morte. Uomini, donne e bambini guardavano fisso le montagne torreggianti del Panamint che ostruivano la via del ritorno. Vedevano Telescope Peak (pizzo del telescopio) a poche miglia ma non riuscivano ad uscire dai calanchi dei canaloni. Passarono un mese di spaventose privazioni sul fondo della valle e una persona anziana, già ammalata, morì. Prima di arrivare ad uscire fuori dalla valle, per sopravvivere mangiarono i loro buoi rinsecchiti, bruciando e abbandonando i carri, nei pressi dell’attuale Stovepipe Wells. La loro storia venne raccontata da William Lewis Manly, nell’autobiografia intitolata Death Valley in ’49. La loro sofferenza divenne una leggenda che ha dato il nome alla valle.” (Wikipedia)

Anche qui, come in molti parchi americani, ai visitatori viene data una cartina che segnala i punti di interesse raggiungibili in macchina e indicazioni su quali sono le strade asfaltate e quali quelli sterrate. Noi siamo stati a Zabriskie Point, un punto d’osservazione sopraelevato dal quale godere del panorama di dune rocciose che si estendono a perdita d’occhio.

Da lì, ci siamo spostati verso Badwater che, oltre ad essere il punto più basso della valle e del Nordamerica, è anche il bacino dove sorgeva un lago (oggi è rimasta una “pozza d’acqua). Sulle cartine e sul web è segnalato come punto di interesse anche per la crosta di sale a forma di celle esagonali (nido d’ape) che ricopre l’intera zona a causa di cicli ripetuti di congelamento-disgelo ed evaporazione. La piana salina è pericolosa da attraversare, in quanto spesso costituita da una sottile crosta bianca di sale che ricopre uno strato fangoso: nonostante ciò sono tantissimi i turisti che si avventurano oltre la passerella ignorando i cartelli di pericolo e di divieto. Questo comportamento stupido ha rovinato l’intera zona e ora non è più possibile vedere le celle esagonali, se non allontanandosi di oltre 1,5 km dalla passerella.

Noi abbiamo deciso di non contribuire al degrado dalla zona, rimanendo dentro i confini indicati, ma vogliamo comunque farvi vedere come era l’area nel 2010 (quando sono stata l’ultima volta con la mia famiglia).

Dopo questa piccola delusione, abbiamo deciso di cominciare a spostarci verso Mammoth Lake (tappa intermedia prima di raggiungere San Francisco) fermandoci però a vedere le dune di sabbia di Mesquite Flat per sentirci veramente in mezzo al deserto. Dopo aver percorso qualche centinaio di metri a piedi (impresa difficile visto il vento bollente che soffia ininterrottamente e il caldo, che ti toglie ogni goccia di forza) eccoci sulle dune di sabbia da dove far correre lo sguardo verso l’orizzonte sfocato.

La Valle della Morte è un posto strano e affascinante per le sue condizioni atmosferiche così estreme dove comunque il paesaggio varia in continuazione. E’ una tappa fondamentale per un viaggio nella West Coast e per questo vogliamo darvi qualche consiglio: arrivate lì la mattina presto per godervi il meglio di ogni paesaggio senza boccheggiare per il caldo e se potete, rimanete lì fino al tramonto, quando il sole che cala regala sfumature ineguagliabili. Per quel che riguarda le “provviste” di acqua e cibo, potete comprare tutto all’interno del parco: i prezzi sono abbastanca in linea con quelli delle stazioni di sosta che si incrociano nei dintorni, mentre per la benzina è meglio fare il pieno prima di entrare nel parco. Attenzione inoltre a non far surriscaldare troppo la macchina, non allontanatevi dai percorsi indicati e intraprendete le strade sterrate solo se siete abili guidatori: i telefono cellulari non prendono quasi da nessuna parte.

Sito Ufficiale

COME RAGGIUNGERLO:

 

5 thoughts on “Death Valley

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    1. E’ un posto straordinario…spero che tu possa visitarlo un giorno! Ti consiglio di andare in mesi meno “affollati”, a novembre ad esempio: pochissima gente, voli più economici e caldo meno asfissiante 🙂

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