#CultureForBooks – Il Corsaro Nero

Mai avrei pensato di amare i romanzi ottocenteschi! Eppure eccomi qua, per la terza settimana di fila, a parlarvi di un altro grande classico del XIX secolo: Il Corsaro Nero, pubblicato nel 1898.

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L’autore, il veronese Emilio Salgari, ha contribuito alla creazione del mito dei filibustieri, delle loro avventure, dei loro tesori e del loro covo, l’Isola di Tortuga. Il romanzo è ambientato intorno alla metà del Seicento, quando l’Inghilterra e la Spagna iniziano a inviare navi di pirate nell’Oceano per distruggere i commerci della potente Spagna.

Il Corsario Nero, ai tempi Emilio signore di Ventimiglia, Valpenta e Roccabruna, ha anche delle motivazioni personali per odiare gli spagnoli: durante un assedio in Europa infatti, la Spagna “compra” il duca fiammingo Wan Guld al quale viene ordinato di uccidere i superstiti italo-francesi che si sono rifugiati in una rocca. Tra questi, c’è proprio Emilio con i sui tre fratelli: il più grande rimane ucciso mentre gli altri riescono a scappare, diventando il Corsaro Nero, Rosso e Verde. Tutti e tre si spingono con le loro navi fino nei Caraibi per mettere in atto la loro vendetta nei confronti di Wan Guld.

Purtroppo, sia il Corsaro Rosso che Verde muoiono nell’impresa e resta solo il Corsaro Nero che, sempre più cupo e deciso a porre giustizia, comanda la sua Folgore e la sua ciurma di fedelissimi. Tra le varie vicissitudini, il protagonista incontra Honorata, una giovane fanciulla che riesce a fare breccia nel suo cuore e che, si scopirà solo in seguito, è figlia dell’odiato nemico. Insieme affrontano mille avventure finché, come in ogni romanzo che si rispetti, arriva il lieto fine per (quasi) tutti i protagonisti.

Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono molto semplici eppure sanno solleticare la fantasia e puntare dritto al cuore. Tra le pagine emergono tematiche quali il coraggio, l’onore e lealtà…tutti attribuiti alle figure solitamente “cattive”, come quelle dei pirati.

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