Marte: il pianeta rosso in mostra al Museo della Scienza della Tecnologia di Milano

Erano quasi 20 anni che non facevo visita al Museo della scienza e della tecnologia di Milano: la prima (e unica) volta ci sono stato in gita quando frequentavo la scuola elementare. Complici una domenica molto fredda, il mio abbonamento ai musei nuovo di zecca (pagato solo 30 euro in quanto under 26, ahimè per l’ultimo anno) e una mostra particolarmente interessante, ho deciso di tornarci.

Pur essendo molto interessante e con una collezione incredibile, ho trovato il museo davvero troppo dispersivo. È difficile identificare un ordine logico con cui seguire le diverse esposizioni, e i cartelli sono pochi (ad un certo punto sono stato addirittura fermato da due visitatori stranieri che non riuscivano più a trovare l’uscita)…per fortuna il personale del museo e i volontari sono sempre disponibilissimi a fornire informazioni!

Dopo aver girovagato diverse ore per i padiglioni, sono finalmente arrivato al mio obiettivo finale, che mi ero riservato come ciliegina sulla torta…la mostra su Marte, inaugurata agli inizi di febbraio!

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Appena entrati, si viene accolti da una bella infografica che snocciola alcuni dati riguardanti il Pianeta Rosso.

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Tutta la mostra è dedicata all’esplorazione di Marte, dalle prime osservazioni nell’antichità fino alle moderne missioni spaziali dei giorni nostri. Sul lato opposto rispetto all’infografica, è subito esposto il pezzo forte della mostra: i diari di Giovanni Schiaparelli, il padre della planetologia moderna.

Schiaparelli si dedicò all’osservazione di Marte nel periodo compreso tra il 1877 e il 1890, utilizzando un telescopio esposto nell’area del museo dedicata allo spazio. Di molte delle sue osservazioni fece dei dettagliatissimi disegni, oltre a prendere appunti sulle caratteristiche della superficie.

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Durante le osservazioni, l’astronomo italiano individuò una serie di linee che per decenni vennero considerate dalla comunità scientifica e da Schiaparelli stesso la prova inequivocabile della presenza di canali di irrigazione artificiali, realizzati da una civiltà aliena.

Bisognerà attendere quasi un secolo per avere la prova definitiva che quelli osservati non erano canali di irrigazione, bensì illusioni ottiche e caratteristiche naturali della superficie del pianeta. Le immagini inviate dalla sonda della NASA Mariner 4 nel 1965 (prima sonda a fotografare il pianeta) mostrarono una superficie deserta e decisamente inadatta a ospitare la vita.

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La mostra prosegue quindi verso una seconda sala sulle note di “Life on Mars” di David Bowie. Qui, oltre a un grande cartellone dove scattare un selfie insieme al Rover della NASA Curiosity, sono esposte le locandine dei film più famosi dedicati al Pianeta Rosso.

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Sono esposte anche alcune stampe degli scatti più belli e famosi realizzate da alcune delle sonde che hanno esplorato Marte negli ultimi decenni, come le Viking, Mars Pathfinder, fino ai celeberrimi rover Spirit, Oppurtunity (che ha recentemente festeggiato 14 anni di attività nonostante fosse stato costruito per durare 90 giorni!) e Curiosity.

Oltre alle (spettacolari) fotografie, sono presenti anche delle riproduzioni in scala di alcune sonde che hanno già esplorato, o che esploreranno tra pochissimi anni, il Pianeta Rosso.

Molto spazio è giustamente dedicato anche alla missione europea Exomars. Mentre una parte della missione è già partita (la sonda più in basso nella foto di sinistra è attualmente in orbita attorno a Marte!), una seconda missione, Exomars 2020, dovrebbe partire tra 2 anni e portare sulla superficie del pianeta un Rover (tutto europeo) incredibilmente avanzato.

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Nella missione Exomars, l’Italia gioca un ruolo da protagonista assoluta. Buona parte delle sonde vengono infatti realizzate nel nostro Paese, e all’interno della mostra è esposta una riproduzione in scala 1:1 dello strumento più avanzato a bordo del futuro rover: una trivella in grado di perforare la superficie di Marte fino a 2 metri di profondità, realizzata proprio a Nerviano, in provincia di Milano!IMG_1530

Non nascondo il fatto che mi aspettassi qualcosa di più da questa mostra, che consiste solo nelle due sale di cui vi ho parlato. Nonostante ciò, l’ho trovata estremamente interessante, e ho “perso” più tempo qui che in tutto il resto del museo.

Potrei trascorrere ore a contemplare gli appunti di Schiaparelli, i modelli in scala delle sonde, i video dedicati alla futura esplorazione di Marte, ma soprattutto le fotografie. Sono rimasto affascinato da queste fotografie che non solo sono incredibilmente belle, ma ci permettono di ammirare un panorama di un altro pianeta, distante più di 50 milioni di chilometri! Pazzesco, no?!

Roberto

La mostra su Marte sarà aperta fino al 3 giugno 2018. Per visitarla, è sufficiente il biglietto di ingresso al museo (10 euro intero, 7,50 euro il ridotto).

Per tutto il mese di marzo (il mese dedicato a Marte!), presentandosi alla cassa con almeno un indumento di colore rosso e mostrando sul telefono o stampata l’immagine che allego sotto, è possibile ottenere una riduzione del prezzo del biglietto!!

http://www.museoscienza.org/attivita/mostre/marte/

Il museo è aperto da martedì a venerdì 9.30 – 17.00, sabato e festivi 9.30 – 18.30

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