Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana @Roma

Ha inaugurato mercoledì, nelle due sedi del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma e del Museo Giacomo Manzù di Ardea, la mostra Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana. Nei prossimi giorni visiterò la mostra dedicata a Manzù al MUST di Vimercate, ma ci tenevo a segnalare l’appuntamento con le opere di questa straordinario artista anche a chi vive a Roma e dintorni.

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Manzù, Il Cardinale, 1937-38
bronzo, cm. 53×23,5×26,7 – Roma, Galleria Nazionale d’arte Moderna
Su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, foto Giuseppe Schiavinotto

Ma chi è Giacomo Manzù? Nato a Bergamo nel 1908, questo artista rappresenta un punto fermo del secondo dopoguerrra, quando il tema dell’arte sacra appare tanto ampio quanto spesso venato di ambiguità. Egli prova infatti a stabilire un dialogo vivo e fruttuoso con l’arte contemporanea, fra l’altro prendendo parte, nel 1949, al concorso per la porta di San Pietro in Vaticano.

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G. Manzù, Bozzetto per la porta di San Pietro, 1948-1953, presentato al II° concorso, bronzo, h cm 70 Padova, Università degli Studi di Padova

Nello stesso periodo un secondo, grande maestro, Lucio Fontana tenta di rispondere a interrogativi molto simili, partecipando al concorso per le porte del Duomo di Milano del 1950.

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L. Fontana, Studio per la pala d’altare dedicata a S. Margherita Alacoque in S. Fedele di Milano, 1955-56
inchiostro su carta avorio a grana fine, filigrana extra tenax, 28 x x22,1 cm
Parma, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Università degli Studi di Parma
© Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2016

La mostra vuole stabilire un dialogo fra Manzù e Fontana, riportando alla luce una linea essenziale dell’arte – italiana e non solo – fra gli anni cinquanta e sessanta del novecento.
In particolare, la mostra rivede l’opera di Giacomo Manzù alla luce di almeno due problemi. Il primo: il rinnovato rapporto con la Chiesa, dopo lo “scandalo” delle formelle esposte a Milano nel 1941. Il secondo: il tentativo del Vaticano di stabilire tra gli anni ‘50 e ‘60 – ovvero in un frangente animato da forti contrasti politici e ideologici – un nuovo rapporto con l’arte contemporanea. La rilettura delle fonti d’epoca, l’attenta analisi della sperimentazione linguistica del maestro, come pure l’inedito accostamento a Lucio Fontana ribadiscono la centralità di Manzù, restituendolo come un protagonista dell’arte del Novecento.


Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, prima sede della mostra, espone trentacinque sculture di Manzù: dal ciclo dei bassorilievi Cristo nella nostra umanità ad alcuni esempi dei rilievi eseguiti per la porta della cattedrale di Rotterdam nel 1965. La Sala dell’Apollo accoglie alcuni grandi Cardinali, che più di ogni altra opera hanno contribuito a plasmare l’immagine di Manzù in qualità di ‘scultore cattolico’. Il percorso prevede anchedue dei vetri incisi che il maestro realizzò per l’amico Monsignor Giuseppe De Luca, una delle figure centrali nel dibattito sull’arte sacra. Un ruolo da protagonista è infine riservato al Grande ritratto di signora del 1947: l’opera, sebbene formalmente di tema profano assomma in sé caratteri di spiritualità nella rappresentazione del personaggio, e documenta, nell’evidente tensione tra modellato delle superfici e astrazione formale dei piani, l’esordio della nuova lingua di Manzù, che avrà esito compiuto proprio nelle porte di San Pietro.

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G. Manzù, Grande Ritratto di Signora, 1946
bronzo, cm 160x70x120
Milano, Collezione Privata
© Claudia Rordorf

Il Museo di Ardea, seconda sede della mostra e per l’occasione sottoposto a un’intensa opera di rinnovamento, accoglie venticinque fra sculture e disegni di Lucio Fontana. Significativi, fra gli altri, risultano due bozzetti e una formella per la Porta del Duomo di Milano come pure una serie di altri importanti lavori concessi in prestito dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Grazie al numero e soprattutto alla qualità, le opere di Fontana stabiliscono dialoghi inediti e fruttuosi con la collezione permanente di Manzù. Un’occasione unica per riflettere sui due artisti e verificarne le soluzioni linguistiche ed espressive, talora divergenti o addirittura antitetiche, sul comune tema del sacro.

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L. Fontana, Frate (Frate che scrive) – II grado, 1952
bronzo (fusione 1971-1972), 66 x 88 x 20 cm
Milano, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
© Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano
© Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2016

Una mostra che mi piacerebbe poter vedere dal vivo ma, non avendo in programma nessuna “trasferta” a Roma, chiedo a voi di raccontarmi le vostre impressioni una volta che l’avrete visitata!

FINO AL 5 MARZO 2017

ORARIO – MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT’ANGELO
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30

ORARIO MUSEO GIACOMO MANZU’
Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.30

BIGLIETTO – MUSEO NAZIONALE DI CASTEL SANT’ANGELO
Intero: 13 euro
Ridotto: 6,50 euro

BIGLIETTO – MUSEO GIACOMO MANZU’
Ingresso gratuito

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