48 ore tra Pisa e Lucca

Il brutto tempo previsto per il ponte del 2 giugno, mi ha fatto dubitare fino all’ultimo momento ma alla fine abbiamo deciso di partire lo stesso anche se solo per un notte: destinazione Pisa e Lucca.

Sono ancora tante infatti le città italiane che non ho mai visto e, nella mia ormai famosa lista delle cose da vedere, c’era proprio Pisa. Oggi vi racconterò brevemente il nostro viaggio mentre per i prossimi giorni sto preparando degli approfondimenti sui monumenti/musei/mostre visitati.

Venerdì mattina, accompagnati dal diluvio universale, siamo partiti verso Pisa. Fortunatamente abbiamo parcheggiato proprio a due passi da Piazza dei Miracoli dove, una volta entrata e vista la Torre di Pisa, la prima cosa che ho detto è stata “Ma è davvero storta!”.

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Durante il viaggio in macchina, ho fatto qualche ricerca per capire cosa vedere e cosa no in città quando si ha pochissimo tempo a disposizione e ho letto su diversi blog (spesso più utili e sicuramente più sinceri delle classiche guide!) che non valeva la pena salire sulla Torre di Pisa. Così, abbiamo acquistato il biglietto cumulativo al costo di 7 euro per vedere il Battistero, il Duomo e il Cimitero Monumentale.

Dopo aver trascorso qui la mattinata, un panino al volo e via verso il Lungarno: tutti dicono che sia più suggestivo quello pisano rispetto a quello fiorentino ma, forse per il tempo grigio, non sono assolutamente d’accordo. Da lì abbiamo visitato la piccola chiesa gotica di Santa Maria della Spina che sorge proprio sull’argine del fiume.

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Qualche altro passo a piedi ed eccoci di fronte al famoso murales Tutto Mondo di Keith Haring.

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Da qui, siamo ritornati verso il centro della città, precisamente in Piazza dei Cavalieri sede della Scuola Normale di Pisa e luogo storico perchè proprio qui, ormai inglobata nel Palazzo dell’Orologio, si trovava la Torre della Muda (nota anche come Torre della Fame) dove il conte Ugolino della Gherardesca è stato rinchiuso e lasciato morire di fame insieme a figli e nipoti. Di lui parlò anche Dante nel XXXIII canto della Divina Commedia.

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Cominciando ad accusare un po’ di stanchezza, torniamo alla macchina: direzione Lucca. Abbiamo prenotato un b&b appena fuori dalle mura della città, la Villa Corte degli Dei: un antico casolare toscano in pietra vicino al centro dove siamo stati accolti da un personale davvero gentile che ci ha consigliato di cenare all’Osteria Baralla, per un’autentica cena toscana a prezzi contenuti.

La prenotazione è per le 21 quindi, dopo esserci riposati e rinfrescati, siamo andati in città e abbiamo passeggiato per le vie del centro storico: così come Pisa mi aveva un po’ deluso, con Lucca invece è stato amore a prima vista con le case vecchie dai mattoni rossi, lunghe vie strette lastricate che attraversano la città da parte e parte i cui negozi sono intervallati dai marmi bianchi tipici delle chiese toscane (sapete che Lucca è chiamata la città delle 100 chiese?).

Dopo un’ottima cena a base di crostini toscani e zuppa di farro, siamo tornati al b&b pronti per una bella dormita. La mattina dopo, la pioggia era ancora più insistente ma ci siamo fatti coraggio e ci siamo preparati per visitare la città. Anche in questo caso non avevamo un itinerario predefinito ma abbiamo vagato per la città, un po’ lasciandosi trascinare dagli altri turisti e un po’ girando in vie deserte per sfuggire a quell’accozzare di ombrelli.

Abbiamo visitato chiese, siamo saliti sulla Torre Guinigi da dove ammirare la città dall’alto e infine non poteva mancare una visita al Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art) dove fino al 19 giugno sarà allestita la mostra “La Tela Violata”.

Dopo queste visite ci siamo fermati a mangiare in un’osteria dove, vista la pioggia insistente, abbiamo decidiso di tornare a casa anche perchè tra la passeggiata della sera prima e quella della mattina avevamo già visto gran parte del centro storico. Ecco però che, appena usciti dall’osteria siamo stati colpiti dai caldi raggi del sole che sembrava solo aspettare che andassimo via.

Così abbiamo deciso di fare un’ultima passeggiata lungo le famose mura della città prima di ripartire per tornare a casa.

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