Gauguin, racconti dal paradiso

Dopo due mesi e mezzo dalla sua apertura, finalmente ho visitato la mostra Gauguin, racconti dal paradiso. La mostra, allestita al Mudec e prodotta da 24Ore Cultura in collaborazione con Ny Carlsberg Glypotek.

Quest’ultima ospita una delle collezioni più complete al mondo di opere di Paul Gauguin e ha prestato molte di queste al Mudec che, per l’occasione, ha dedicato due stanze all’artista francese dove sono espote 35 sue opere accanto ad altre opere significative di Cezanne e Van Gogh.

In mostra mi aspettavo di trovare molte più opere conosciute di Gauguin, ma la “delusione” iniziale è stata ben presto rimpiazzata dalla curiosità verso un Gauguin che non conoscevo: quadri dal sapore impressionista, dove ancora non si vedono le ampie campiture di colore, le linee nere a definire i contorni e i paesaggi polinesiani ma sono un ritratto dei paesaggi bretoni e dei suoi abitanti…

…ho potuto scoprire anche un Gauguin, scultore:

insomma, mi ha stupito la varietà di opere realizzate da questo artista, di cui molti si ricordano solo il trasferimento in Polinesia e la sua casa alla cui entrata era appeso il cartello “Te Faruru” (che in italiano significa “Qui si fa l’amore”).

Nonostante il percorso sia diviso in 5 sezioni, lo spazio è composto (come dicevo prima) da due sale: la prima, e la più grande, mi ha colpita subito per il suo allestimento particolare, mentre la seconda l’ho trovata anonima rispetto alla precedente. Gli allestimenti sono stati studiati da Peter Bottazzi, che ha disseminato per le sale delle “isole” tridimensionali realizzate artigianalmente con materiali sempre diversi. E’ necessario girarci intorno per vedere tutte le opere che sono nascoste in ogni anfratto, illuminate da un fascio di luci mentre il resto è quasi in penombra.

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Gauguin è sempre stato attratto dal cosiddetto “primitivismo”, un approccio nato dal desiderio di evasione dalla società tradizionali e dai canoni dell’impressionismo per raggiungere una verità più autentica, non solo nell’arte ma anche nella sua vita. Per Gauguin il primitivismo è la forza primogenia del mondo, l’essenza dell’essere umano: una ricerca che prima l’ha spinto ad interessarsi dell’arte medievale (con i suoi soggiorni nella Bretagna francese e poi in Martinica) e, a seguito dell’incontro con artefatti tradizionali delle colonie francese avvenuto all’Esposizione Universale del 1889, il suo interesse si è spostato sempre più lontano fino alla Polinesia francese.

Un percorso interessante, quello proposto al Mudec che consiglio a tutti di vedere per poter scoprire l’intero percorso artistico (e di vita) di Gauguin, impegnato in una ricerca infinita volta a soddisfare il suo desiderio di unire arte e vita, simboli e visioni.

ALESSANDRA

Per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa 24Ore Cultura – GRUPPO 24ORE

FINO AL 21 FEBBRAIO 2016

ORARIO
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

BIGLIETTO
Intero: 12 euro
Ridotto: 10 euro

SITO UFFICIALE

COME RAGGIUNGERLO:

 

10 thoughts on “Gauguin, racconti dal paradiso

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  1. Sono stata alla mostra poco tempo fa. Mi è piaciuta per diversi aspetti, soprattutto proprio per il fatto di aver scoperto un Gauguin “diverso” ed opere che non conoscevo. Ma sono rimasta molto delusa dalle sale. Ottima l’idea di sale scure in modo da dar risalto ai colori delle opere, ma assolutamente, a mio avviso, scomoda e spiacevole la scelta di mettere le didascalie esplicative scritte con un carattere minuscolo e nella maggior parte dei casi talmente lontano dall’opera che ci vuole un quarto d’ora per trovarla. Da un area espositiva nuova come il Mudec mi aspettavo di più. A parte questo, resta ovviamente una bella mostra di opere di un grande artista, che va assolutamente vista, soprattutto dagli amanti del genere.

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    1. Secondo me è scomoda l’esposizione quando c’è tanta gente (come nel weekend: sono stata in coda mezz’ora prima di entrare e le sale erano affollatissime!) mentre credo che quando le sale siano libere è un buon compromesso: leggere la didascalia lontano dall’opera per non disturbare la visione del quadro 🙂
      Per le scritte piccole…per fortuna ho una vista da falco e quindi non ci ho fatto caso!
      Grazie comunque per aver condiviso le tue impressioni: è bello sapere cosa pensano anche gli altri visitatori!

      Liked by 1 persona

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