A tu per tu con Raffaello Sanzio

In un caldo pomeriggio della scorsa estate, insieme a un piccolo gruppo di art blogger, ho vissuto una della esperienze più emozionanti della mia vita: sono stata a tu per tu con Raffaello Sanzio, o meglio, con uno dei suoi capolavori. Grazie a Electa Editore infatti, siamo entrati nella sala che per per oltre un anno e mezzo ha ospitato il Cartone preparatorio per la Scuola di Atene di Raffaello e i suoi restauratori.

Un lungo lavoro che – a partire da domani – sarà esposto al pubblico presso la Pinacoteca Ambrosiana (che lo ospita dal 1610), con un allestimento progettato da Stefano Boeri che valorizzerà sia il suo valore storico e artistico che il lavoro dei professionisti che l’hanno riportato al suo antico splendore.

La nostra visita è stata accompagnata da Maurizio Michelozzi, direttore e coordinatore delle operazioni di restauro, che ci ha raccontato con passione il suo lavoro e ha risposto con grande pazienza a tutte le nostre domande. Tutti conoscono l’affresco della scuola di Atene situato nella Stanza della Segnatura, all’interno dei Palazzi Vaticani, ma la cosa curiosa è che spesso Raffaello si appoggiava a dei collaboratori per questi lavori quindi non si può dire che quelle pennellate siano state date dalle sue mani…mentre il cartone è frutto del suo lavoro!

I restauri si sono svolti su entrambi i versi dell’opera con l’obiettivo di mantenere parte del restauro francese fatto a fine Settecento dai restauratori del Louvre e ridurre invece l’intervento invasivo degli anni Sessanta. È stata quindi mantenuta la foderatura francese (visibile per il caratteristico colore azzurro) e successivamente sono stati applicati tre strati di carta giapponese necessaria per distendere il cartone. Poi è stata applicata una nuova tela, con telaio in alluminio, in modo da conservarlo più a lungo in questo stato. A parole può sembrare un lavoro semplice, ma in realtà i restauratori sono stati impegnati per oltre cinque anni tra studi, puliture, eliminazioni di funghi…

Osservandolo da vicino, trattenendo il respiro e con il naso a pochi centimentri dal cartone, si notano tutti più piccoli dettagli: dai tratteggi realizzati con il carboncino naturale alle ombre spolverate, fino alla quadrettatura di base utilizzata per passare dal piccolo formato a quello più grande.

E ora non resta che ammirarlo in tutto il suo splendore, finalmente tornato in posizione verticale e conservato con tutti i criteri, pronto per lasciare a bocca parte migliaia di persone per almeno i prossimi cinque secoli!

Il 6 aprile 2019, giorno dell’anniversario della morte di Raffaello (6 aprile 1520), la Pinacoteca Ambrosiana sarà aperta gratuitamente per celebrare, insieme alla città, il capolavoro del genio urbinate, patrimonio dell’umanità.

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