Il parco archeologico di Angkor, in Cambogia

Il sito archeologico di Angkor, dove sorgeva l’antica capitale dell’Impero Khmer, con i suoi 400 km quadrati di estensione disseminati di bellissimi templi, vi farà innamorare a prima vista della Cambogia. Basta accedere da una delle cinque porte d’ingresso, accompagnati dalle statue di dei e domani, per ritrovarsi immersi in un altro mondo: lasciate libera l’immaginazione e iniziate la vostra visita! Visitare tutto il complesso è quasi impossibile: le costruzioni principali sono circa ottanta a cui si sommano centinaia di templi induisti e buddisti, oltre a migliaia di turisti da tutto il mondo.

 Ecco  perchè è importante scegliere la guida (ufficiale) giusta: noi siamo  stati accompagnati da Sun che controllava gli orari per portarci a  visitare i luoghi più famosi negli orari meno affollati, ci ha mostrato  meraviglie praticamente deserte e raccontato decine di leggende! 

Angkor Wat, costruito da re Surtatarman II n, è circondato da un enorme fossato che ne sottolinea l’imponenza: viene considerato infatti l’edificio religioso più ampio del mondo. La sua bellezza, oltre che nell’architettura esterna, la si ritrova tra i suoi cortili e gallerie dove è possibile vedere numerosi bassorilievi che rappresentano alcune scene dei poemi indù Ramayana e Mahabharata. Nacque prima come tempio indù in onore di Vishnu e solo successivamente venne convertito in tempio buddista. Il suo profilo è il simbolo della Cambogia, lo si ritrova anche nella bandiera del Paese.

Bayon Wat si trova al centro della capitale, Angkor Thom, ed è reso particolare dalle sculture che decorano li quattro lati delle oltre 50 torri per un totale di 216 visi sorridenti. Ma chi rappresentano? Anche gli esperti se lo chiedono e le opzioni più diffuse sono o il volto compassionevole del Buddha Mahayana oppure quello di re Jayavarman VII.

Ta Prohm, conosciuto anche come il tempio di Tomb Raider. Vedere dal vivo le immense radici degli alberi che a forza si fanno spazio tra le antiche pietre è davvero magnifico. Preparatevi a visitarlo “fermi in coda” ma ne vale davvero la pena!

Preah Khan si sviluppa su un solo livello e, come il Ta Phrom, è caratterizzato da immensi alberi che si insinuano tra le pietre. Venne costruito nel punto in cui il re Jayavarman VII sconfisse gli invasori alla fine del XII secolo.

Baphuon è un cosiddetto “tempio-montagna” ovvero si sviluppa in altezza e dovrebbe rappresentare il Monte Meru, sacro per l’indusimo. Caratteristica principale: all’uscita, sul lato occidentale, si vede un enorme Buddha disteso costruito nel XVI secolo dopo il passaggio dall’indusimo al buddismo.

La Terrazza degli Elefanti è una piattaforma di 350 metri e prende il nome dalle sculture (di elefanti, appunto) che la decorano. Da qui, re Jayavarman VII passava in rassegna il suo esercito vittorioso. La Terrazza del Re Lebbroso è un’altra piattaforma dove è poizionata una copia dell’originale statua che raffigura il Dio della morte induista Yama, il cui aspetto ricorda quello di un malato di lebbra (forse dello stesso re Yasovarman, che secondo la leggenda ne era malato).

Preah Neak Pean è il più originale: si trova al centro di uno specchio d’acqua che probabilmente rappresneta Anavatapta, un lago leggendario le cui acque curano le malattie. Nasce come ospedale sotto il regno di Jayavarman VII: le quattro piscine collegate rappresentano gli elementi naturali e sono collegati alla sorgente centrale da una conduttore che termina con i Quattri Grandi Animali (elefante, toro, cavallo e leone) Per raggiungerlo bisogna attraversare una lunga passerella circondata da un lago.

Banteay Srei è un tempio induista dedicato a Shiva e il suo nome significa “Fortezza delle Donne”. Si contraddistingue per l’uso dell’arenaria rossa ma soprattutto per le migliaia di decorazioni che rivestono gli edifici, che sembrano essere in miniatura rispetto a quelli visitati in precedenza.

E questi sono solo i templi più noti. Nelle nostre 48 ore ad Angkor abbiamo potuto ammirare tante altre meraviglie…ecco qui un piccolo assaggio fotografico:

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